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Kiev rafforza le difese
al confine russo

· Regge la tregua a est mentre l’Ue si appresta a varare nuove sanzioni a Mosca ·

Continua a reggere la tregua nel sud-est ucraino, rafforzata anche dalle dichiarazioni del presidente Petro Poroshenko che ha parlato del ritiro di truppe russe.

Un carrista ucraino nei pressi di Mariupol (LaPresse/Ap)

Ma resta la tensione sul futuro della regione, con un complicato dialogo tra le autorità di Kiev, disposte a concedere una limitata autonomia, e i ribelli separatisti filorussi, che rivendicano l’indipendenza. Procede anche il dialogo con il Cremlino, anche se nel frattempo Kiev ha avviato le fortificazioni del confine in due fasi che prevede quasi 1.500 chilometri di trincee e la costruzione di oltre 4.000 rifugi e 8.000 postazioni per tecnologia militare. Al di là delle linee di difesa, il premier Arseniy Yatseniuk, ha riferito di voler costruire un muro di 2.300 chilometri lungo il confine con la Russia. Sullo sfondo della crisi ucraina restano le incognite legate alle sanzioni Ue, che il cancelliere tedesco, Angela Merkel, vorrebbe fossero pubblicate ora, e alla risposta che Mosca darà “sicuramente”. L’Europa, secondo le ultime notizie si appresta a varare un nuovo pacchetto di misure: adottato formalmente lunedì, la sua entrata in vigore dipende comunque dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Secondo fonti diplomatiche, in merito sarebbe stato raggiunto un accordo alla riunione degli ambasciatori dei Ventotto (Coreper) tenutasi oggi. Pesa anche la recente decisione Nato di rafforzarsi nell’Europa orientale: Putin ha ieri accusato l’Occidente di aver usato la crisi ucraina per rianimare l’Alleanza e ha promesso «risposte adeguate», escludendo però un coinvolgimento della Russia in una nuova corsa al riarmo.

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24 febbraio 2020

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