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Kiev chiede aiuto all’Occidente

· Per gli Stati Uniti, la Russia rischia l’esclusione dal G8 ·

Precipita la situazione in Ucraina, dopo che stamane le guardie di frontiera di Kiev hanno segnalato un ammassarsi di veicoli corazzati sul lato russo dello stretto di Kerch, il sottile canale che divide la Crimea dalla Russia.

E soprattutto dopo che nelle scorse ore il presidente russo, Vladimir Putin, ha ottenuto il via libera del Parlamento a un possibile intervento armato.

Una nota del portavoce della guardia di frontiera ha inoltre riferito di movimenti di mezzi navali di Mosca dentro e attorno al porto di Sebastopoli, che ospita una parte della flotta russa nel Mar Nero.

Nel timore di un drastico peggioramento della crisi, l’Ucraina — con il premier, Arseny Yatseniuk, che ha senza mezzi termini parlato di «disastro imminente» — ha chiesto aiuto all’Occidente. «Quella russa non è una minaccia, è di fatto una dichiarazione di guerra al mio Paese», ha ammonito in inglese il primo ministro per rivolgersi a tutta la comunità internazionale, ma — ha avvertito — «l’Ucraina non cederà mai la Crimea». Subito dopo, tutte le forze armate sono state messe in allerta da combattimento, richiamati i riservisti, chiuso lo spazio aereo a tutti gli aerei non civili e rafforzata la sicurezza nei siti chiave, a partire dalle centrali nucleari.

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23 ottobre 2019

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