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Kerry pronto a incontrare Putin

· ​Missione diplomatica per rafforzare la lotta all’Is in Siria ·

Pressing statunitense per la transizione siriana. Mentre continuano i combattimenti in Siria e in Iraq, il segretario di Stato americano, John Kerry, si prepara ad affrontare una complessa missione diplomatica per cercare di aprire un dialogo con la Russia e unire le forze contro il sedicente Stato islamico (Is). 

Macerie causate  da bombardamenti  nella regione siriana   di Ghouta (Afp)

Martedì 15 dicembre Kerry si recherà a Mosca per incontrare il presidente, Vladimir Putin, anche se al momento il Cremlino non conferma. I due «discuteranno degli sforzi in atto per arrivare a una transizione politica in Siria» ha detto un portavoce della Casa Bianca, Mark Toner, a margine dei lavori del vertice di Parigi sul clima. Dimitry Peskov, portavoce del Cremlino, ha invece tenuto a precisare che Putin non ha ancora deciso se vedrà o meno Kerry. Il capo della diplomazia americana «viene a Mosca su invito del ministero degli Affari Esteri russo — ha sottolineato — e la sua controparte nei colloqui sarà il ministro degli Esteri Serghiei Lavrov». Mosca comunque — ha aggiunto il portavoce Peskov — «non esclude la possibilità di questo incontro affinché Lavrov e Kerry possano insieme informare il presidente Putin sull’esito dei colloqui sulla Siria». 

Di fatto, se Kerry dovesse incontrare Putin, si tratterebbe del primo incontro di questo tipo dopo la decisione di Mosca di rafforzare la propria presenza militare in Siria. Da tempo gli Stati Uniti accusano le forse russe di bombardare non solo l’Is, ma anche i ribelli moderati per agevolare il presidente Assad. Washington pretende l’uscita di scena di Assad. Diversa la posizione della Russia, che invece vede nel presidente siriano un alleato insostituibile nella lotta contro i jihadisti.

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