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Kerry e Lavrov
a confronto sulla Siria

· ​Divergenze sul ruolo del presidente Bashar Al Assad ·

Le persistenti e profonde divergenze di vedute tra Stati Uniti e Russia sul ruolo del presidente siriano Bashar Al Assad sembrano destinate a essere il nodo cruciale dei colloqui incominciati nella mattinata di oggi a Vienna tra il segretario di Stato americano, John Kerry, e il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov. 

Kerry e Lavrov prendono posto al tavolo dei colloqui a Vienna (Reuters)

Lo confermano le dichiarazioni dell’immediata vigilia sia da parte russa sia da parte statunitense. Il presidente russo, Vladim Putin, che due giorni fa ha ricevuto Al Assad a Mosca, ha detto che quest’ultimo è pronto a dialogare con i gruppi armati di opposizione, a patto che essi siano seriamente intenzionati al dialogo e a combattere il cosiddetto Stato islamico (Is). Al tempo stesso, una delegazione russa è giunta ieri a Damasco, per dare seguito e applicazione a quanto concordato tra i due capi di Stato. Più in generale, Putin ha detto che la Russia respinge le richieste occidentali per le dimissioni di Al Assad, nella convinzione che la leadership siriana possa essere decisa solo dal popolo siriano con regolari elezioni, non da poteri esterni. Da parte sua, l’Amministrazione di Washington ha dato un duro giudizio dell’accoglienza fatta da Putin ad Al Assad, un’accoglienza «con tappeto rosso» ha detto uno dei portavoce della casa Bianca, Eric Schultz, ricordando che Al Assad è colui «che ha usato armi chimiche contro il suo stesso popolo».

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