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Kenyatta vince di misura le elezioni in Kenya

· Ma Odinga non ammette la sconfitta ·

Uhuru Kenyatta è risultato il vincitore delle elezioni presidenziali tenute lunedì in Kenya con un margine strettissimo di voti e il suo rivale, il primo ministro uscente Raila Odinga, si è rifiutato di riconoscere la sconfitta. Secondo i risultati proclamati oggi    dalla commissione elettorale, Kenyatta ha ottenuto  il 50,07 per cento delle preferenze,  scongiurando il ballottaggio per  appena 8.400 voti, su un totale di quasi dodici milioni e mezzo.  Odinga,  accreditato del  43,28 per cento dei consensi,   con uno scarto di  830.000 voti da Kenyatta, considera il conteggio dei voti falsato da brogli e ricorrerà alla Corte suprema.  Odinga, secondo quanto riportano i mezzi d’informazione locali,  ha esortato i suoi sostenitori a mantenere la calma in attesa della decisione della Corte. La situazione   alimenta però i timori di una ripetizione degli scontri, soprattutto su base etnica, seguiti alle precedenti  presidenziali del 2007, vinte da  Mwai Kibaki, di etnia  kikuyu come Kenyatta, sullo stesso Odinga,  di etnia luo, con mesi di i violenze  che provocarono millecinquecento morti e trecentomila sfollati.  Kenyatta è accusato di crimini contro l’umanità davanti alla Corte penale internazionale (Cpi) dell’Aja proprio per aver organizzato tali violenze. Di conseguenza, diversi osservatori avevano espresso dubbi sul fatto che  in caso di vittoria potesse insediarsi alla presidenza.  Due giorni fa, comunque,  la Cpi ha  deciso di  rinviare al 9 luglio l’apertura del processo.

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14 ottobre 2019

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