Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Migliaia di morti nel Kasai

· ​Imperversano le violenze nella regione della Repubblica Democratica del Congo ·

Violenze senza tregua e migliaia di morti. La crisi nel Kasai si complica di giorno in giorno: gli ultimi dati disponibili parlano di almeno tremila morti in otto mesi di combattimenti.

Nei giorni scorsi l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) ha denunciato centinaia di civili massacrati in soli due mesi da uomini appartenenti a diverse milizie attive nella regione. E ieri l’Onu ha attaccato il governo centrale di Kinshasa affermando che quest’ultimo sosterrebbe, con il rifornimento di armi e mezzi, gli uomini di una milizia che ha portato sanguinosi attacchi contro la popolazione. Al palazzo di vetro è anche allo studio una risoluzione di condanna. Da parte sua, il governo di Kinshasa si è detto estraneo alle accuse e ha inviato i suoi legali a Ginevra. L’alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Zeid Raad al Hussein, è tornato a chiedere l’istituzione di una commissione d’inchiesta sulle violenze degli ultimi mesi. «I nostri rapporti ci informano che la situazione nel Kasai è ulteriormente peggiorata e si è fatta molto più complessa. Sono spaventato dalla creazione di una milizia armata, la Bana Mura, che sostiene di appoggiare le autorità nel combattere le milizie Kamuina Nsapu, ma che ha commesso orribili attacchi contro i civili appartenenti ai gruppi etnici luba e lulua» ha affermato Hussein parlando a Ginevra in occasione della 35ª riunione del consiglio dell’Onu per i diritti umani. «I rifugiati provenienti da numerosi villaggi di Kamonya ci hanno raccontato che le milizie Bana Mura negli ultimi due mesi hanno ucciso molte persone» ha detto l’alto commissario. A chiedere l’apertura di una commissione d’inchiesta era stata nei giorni scorsi anche l’organizzazione non governativa Amnesty International. Ricostruire l’esatta dinamica e la tipologia degli scontri è cosa ardua visto il fatto che non c’è un’unità tra i diversi gruppi armati locali. A dominare è il caos. In quel gigantesco territorio che è la Repubblica Democratica del Congo, il Kasai è una delle province meridionali che confinano con l’Angola. Qui da mesi s’è acceso un duro confronto a suon di guerriglia e attentati, che coinvolge sempre e comunque la popolazione civile, tra l’esercito governativo e numerose milizie locali. In ballo ci sono questioni di amministrazione e controllo di grandi spazi di territorio e di immense risorse. Questo è l’effetto di una complessa legge sulla proprietà dei terreni che spesso crea contenziosi sanguinosi che coinvolgono intere aree del paese. 

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

24 agosto 2019

NOTIZIE CORRELATE