Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

A Karthoum opposizione
ancora in piazza

Nuovi sit-in si stanno tenendo da questa mattina a Karthoum, davanti alla sede dell’esercito. Dopo la deposizione del presidente Omar al-Bashir l’11 aprile e la nomina di un Consiglio militare provvisorio, i manifestanti hanno annunciato che continueranno la protesta in corso dal 19 dicembre fino a quando il Sudan non avrà un governo espressione dei civili. Sempre questa mattina, tuttavia, sono giunte notizie di tentativi di intervento da parte dell’esercito per disperdere i manifestanti. L’Associazione dei professionisti del Sudan, che sta di fatto guidando la protesta nel paese, ha chiesto ai sudanesi di unirsi al sit-in per «difendere la vostra rivoluzione» dopo aver denunciato i tentativi di disperdere la protesta. L’«appello urgente» è stato diffuso su Twitter. «Spetta ai politici e ai tecnici gestire il paese, non all’esercito», ha dichiarato alla Bbc Amjed Farid, un esponente dell’Associazione. Qui, ha detto, «ci sono tanti problemi, provocati da 30 anni di tirannia». «La gente — ha incalzato — chiede piena libertà». Intanto il Consiglio militare transitorio in Sudan ha rimosso il ministro della difesa Awad Ibn Auf. Ad annunciarlo è stato il portavoce Shams El Din Kabbashi Shinto, affermando che il generale Abu Bakr Mustafa prenderà il posto di Salah Abdallah Mohamed Saleh, noto come Salah Gosh, come capo dell’intelligence e dei servizi di sicurezza del Sudan. Hashem Abdel Muttalib Ahmed Babakr è stato invece nominato come capo del personale militare. Shinto ha anche annunciato la rimozione degli ambasciatori del Sudan a Washington e a Ginevra. Saranno poi scarcerati i poliziotti e militari che la scorsa settimana hanno partecipato alle proteste di piazza per chiedere la deposizione di Bashir.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

16 luglio 2019

NOTIZIE CORRELATE