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Johnson prova a trattare
con l’Unione europea

· Le visite a Berlino e a Parigi ·

Con lo spettro di una Brexit disordinata che incombe fra poco più di due mesi e nel suo primo viaggio all’estero da premier britannico, Boris Johnson è giunto oggi a Parigi dopo aver incontrato ieri a Berlino il cancelliere tedesco Angela Merkel. In entrambe le capitali, Johnson si è sentito ripetere che l’Unione Europea è pronta a qualsiasi scenario, compreso il no deal, ma anche che ci sono ancora margini per accordarsi sulla questione che Londra ritiene ineludibile: il famigerato backstop, il protocollo di salvaguardia dell’Ue per evitare un confine fisico tra Repubblica d’Irlanda e Irlanda del Nord.

In Francia, dove nel fine settimana parteciperà al G7 di Biarritz, e incontrerà fra gli altri il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, Johnson si è detto incoraggiato dai colloqui avuti ieri con Merkel.

«Voglio un accordo», ha dichiarato davanti alla stampa all’Eliseo, al termine di un incontro con il capo dello stato francese, aggiungendo di essere stato «molto incoraggiato» in questo senso dal suo incontro di ieri con il cancelliere tedesco, Angela Merkel. Il presidente francese Macron dal canto suo ha specificato che il tempo a disposizione prima dell’uscita della Gran Bretagna dell’Ue non è sufficiente per definire una nuova intesa complessiva.

«Valuteremmo ovviamente in maniera positiva un’uscita negoziata della Gran Bretagna dall’Unione europea ma abbiamo sempre detto che siamo anche preparati se non c’è quest’uscita negoziata», aveva ricordato ieri Merkel. «Non possiamo accettare» che l’accordo sulla Brexit rimanga così, includendo il backstop sul confine irlandese che invece deve essere cancellato», aveva detto dal canto suo il premier britannico, confermando che le posizioni di Londra e Bruxelles si sono parecchio irrigidite negli ultimi giorni.

L’Ue infatti rifiuta una riapertura dei negoziati chiesta da Johnson, il quale invece esclude un accordo a meno che non venga eliminato il backstop. Proprio su questo fronte gli era venuta incontro Merkel, che già nelle ultime ore aveva parlato di possibili «soluzioni pratiche» per attuare «con meno attriti possibili» l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue. Secondo il cancelliere una soluzione potrebbe essere elaborata già nei prossimi 30 giorni, quindi prima della scadenza di fine ottobre.

«Dobbiamo sforzarci affinché si trovi una soluzione, aveva aggiunto Merkel, pur tenendo presente che l’obiettivo da parte dell’Ue è quello di assicurare l’integrità del mercato interno europeo». Oltre che da Bruxelles, chiusure a una rinegoziazione dell’accordo sulla Brexit sono venute nelle ultime ore in Germania anche dal presidente Frank-Walter Steinmeier, dal ministro delle Finanze e vicecancelliere Olaf Scholz e dal Bdi, la Confindustria tedesca.

Lo scenario di una Brexit disordinata, che assieme alla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina e ai problemi dell’industria dell’auto sta contribuendo a trascinare l’economia tedesca in recessione, è ormai considerato ormai centrale anche da fonti diplomatiche a Parigi. Il timore di Londra circa il backstop è invece che questa clausola di salvaguardia potrebbe tenere la Gran Bretagna vincolata al mercato unico europeo per un periodo indefinito o comunque troppo lungo. Una condizione evidentemente inaccettabile per i fautori dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea.

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17 settembre 2019

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