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Miliziani dell’Is accerchiati a Sirte

· Avanzano le truppe di Tripoli sostenute dagli intensi raid statunitensi ·

I miliziani del cosiddetto Stato islamico (Is) a Sirte sono «al collasso, accerchiati e non possono più fuggire né per mare né per terra: tutte le vie di fuga sono chiuse». Con queste parole, le forze del Governo di unità nazionale del premier incaricato, Fayez Al Sarraj, sostenute dai bombardieri statunitensi, hanno confermato che la battaglia per la conquista della città libica è entrata ormai nella fase finale. I militari procedono con cautela nell’avanzata, eliminando da strade e palazzi le bombe trappola.
I raid aerei statunitensi non conoscono tregua: ieri sono stati cinque, 41 dal primo agosto. Si tratta di una media di almeno tre bombardamenti al giorno dal primo all’11 agosto. 

Forze di Tripoli festeggiano la conquista di un quartiere a Sirte (Ap)

È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento dell’operazione Odyssey Lightning pubblicato dal comando militare statunitensi per l’Africa (Africom). «Gli Stati Uniti sostengono la comunità internazionale a supporto del Governo di accordo nazionale di Tripoli nei suoi sforzi per ripristinare la stabilità e la sicurezza in Libia. Queste azioni contribuiranno a impedire che l’Is abbia un rifugio sicuro in Libia da cui potrebbe attaccare gli Stati Uniti e i nostri alleati», dice un comunicato.
Ma l’inviato speciale dell’Onu per la Libia, l’ambasciatore tedesco Martin Kobler, ha messo in guardia. «I raid aerei statunitensi non possono sconfiggere l’Is. La lotta deve essere condotta dai libici e realizzata con truppe di terra», ha avvertito, invitando poi tutti i gruppi del Paese a sostenere il premier Al Sarraj.
Le testimonianze della cruenta battaglia sono immortalate nelle foto dei soldati di Tripoli e Misurata. Ritraggono palazzi distrutti, alcuni pick-up, tank e soldati che marciano equipaggiati con fucili e in tuta mimetica o mentre festeggiano nelle aree riconquistate, come la zona del centro Ouagadougou, l’ex quartier generale dell’Is, ormai distrutto.
«Le forze dell’operazione Al Bonyan Al Marsous proseguono nell’accerchiamento dei quartieri 1, 2 e 3 — ha annunciato il generale Mohamed al Ghasri, portavoce delle forze di Tripoli — e i guardiacoste sono dispiegati sul litorale». La resistenza dell’Is «si è ridotta sensibilmente ed è al collasso, non può più fuggire». Per oltre un anno i jihadisti hanno dettato legge a Sirte, imponendo divieti e giustiziando barbaramente gli oppositori. La gran parte dei civili ha già lasciato la città e le infrastrutture sono in stato di totale abbandono.

Esperti si chiedono quale sarà il futuro di Sirte, una volta cacciati definitivamente i jihadisti, e non escludono che possa riaprirsi una seconda battaglia politica per il suo controllo. Infatti, le divisioni fra le autorità del Paese non aiutano. Tobruk — che sostiene il generale Khalifa Haftar — non ha ancora conferito la fiducia al Consiglio presidenziale di Al Sarraj, la cui popolarità — ha ammesso ieri Kobler al giornale «Neue Zürcher Zeitung» — «si sta sgretolando per le difficoltà crescenti, a partire dai continui blackout e dalla svalutazione della moneta locale che penalizza le importazioni delle materie prime». In questo contesto, preoccupano poi anche le milizie legate ad Al Qaeda. A Derna l’esercito del generale Haftar si scontra quasi quotidianamente con il consiglio della shura dei mujaheddin, una coalizione di fondamentalisti vicini alla rete del terrore e che in passato hanno combattuto l’Is.

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