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Italia sulla strada delle riforme

· Il discorso di Napolitano alle alte cariche dello Stato ·

Europa, lavoro, provvedimenti anticorruzione, rilancio economico del Paese. Nel suo discorso alle alte cariche dello Stato, tenutosi ieri al Quirinale, il presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, ha tracciato un bilancio a tutto tondo della situazione politica italiana, lanciando un messaggio molto chiaro: occorre continuare sulla strada delle riforme.

Si è trattato di «un discorso di grande respiro, di alto profilo» come l’ha definito il presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi.

«Gli auguri che quest’anno ci scambiamo si intrecciano strettamente con gli impegni che tutti condividiamo per il superamento degli aspetti più critici per la situazione economica e sociale» ha detto Napolitano. «Dobbiamo procedere con coerenza e senza battute d’arresto sulla via delle riforme». Concentrandosi sul semestre di presidenza dell’Ue, Napolitano ha sottolineato che «l’Esecutivo italiano, partendo dall’accurato lavoro preparatorio del Governo precedente, ha potuto operare validamente e con maggior sicurezza per un nuovo corso delle politiche finanziarie e di bilancio dei ventotto, oltre i limiti divenuti soffocanti e controproducenti dell’austerità». La situazione generale di crisi richiede soprattutto «continuità istituzionale», quella che «mi sono personalmente impegnato a garantire ancora una volta per tutto lo speciale periodo del semestre di presidenza europea».

Sul fronte interno, Napolitano ha chiesto più dialogo, bollando come «improvvidi» i recenti contrasti sull’articolo 18. E ha invitato i sindacati «a rispettare le prerogative del Governo».

Il capo dello Stato si è poi soffermato anche sui recenti scandali di corruzione emersi con l’inchiesta sulla “cupola romana”. «È essenziale — ha detto Napolitano — colpire i soggetti politici coinvolti. Bisogna colpire i bersagli giusti negli intrecci con la criminalità. Solo le generalizzazioni improvvide verso politica vanno evitate perché fuorvianti».

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