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Istruzione negata

· Sono analfabeti tre giovani su dieci nei paesi colpiti da conflitti o disastri ·

Quasi tre giovani su dieci tra i 15 e i 19 anni che vivono in paesi colpiti da conflitti o disastri sono analfabeti. In totale si tratta di 59 milioni di persone. A lanciare l’allarme è l’Unicef, che ha chiesto maggiori investimenti nell’istruzione, in particolare per i più svantaggiati. La situazione, spiega il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia, è particolarmente grave per le ragazze in quella fascia d’età. Il 33 per cento di esse, nei paesi in cui l’emergenza è maggiore, non hanno la possibilità di apprendere nemmeno le nozioni basi. I coetanei maschi nelle stesse condizioni sono il 24 per cento.

Bambini nell’area delle Filippine recentemente colpita dall’eruzione del vulcano Mayon (Epoa)

«Questi numeri sono un duro promemoria del tragico impatto che le crisi hanno sull’istruzione dei bambini, sul loro futuro, e sulla stabilità e crescita di economia e società», ha detto Henrietta H. Fore, direttore esecutivo di Unicef. «Un bambino non istruito che diventa un giovane analfabeta in un paese devastato dai conflitti o distrutto dai disastri potrebbe non avere molte possibilità», ha aggiunto. Secondo l’agenzia Onu per i minori, i più elevati livelli di analfabetismo sono stati registrati in Niger, Ciad, Sud Sudan e Repubblica Centrafricana. La situazione umanitaria è grave anche in Libia dove 378.000 bambini hanno bisogno di assistenza, prosegue la denuncia dell’Unicef. «Il 2018 è un anno cruciale per la Libia, specialmente per i bambini», ha spiegato Abdel-Rahman Ghandour, rappresentante speciale dell’agenzia Onu nel paese nordafricano. «Questo è il motivo per cui chiediamo 20 milioni di dollari per fornire assistenza immediata e sostegno a lungo termine ai bambini in tutto il paese», ha aggiunto. «Non importa la loro nazionalità, genere o razza, tutti loro meritano la possibilità di un futuro migliore», ha sottolineato il rappresentante speciale. 

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17 settembre 2019

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