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Israeliani e palestinesi tornano al tavolo dei negoziati

· Dopo un anno di stallo ·

Dopo oltre un anno di stallo, negoziatori israeliani e palestinesi si incontreranno martedì in Giordania per affrontare gli ostacoli principali (sicurezza, insediamenti israeliani e confini in primis) che bloccano la ripresa dei negoziati di pace. All’incontro parteciperanno, sotto l’egida del Quartetto per il Medio Oriente (Onu, Ue, Usa e Russia), il negoziatore palestinese Saeb Erekat e quello israeliano Yitzhak Molcho.

I colloqui diretti tra israeliani e palestinesi sono ripresi ufficialmente nel settembre 2010 con un vertice a Washington. Tuttavia, dopo la scadenza della moratoria israeliana sugli insediamenti in Cisgiordania (26 settembre 2010) e il suo mancato rinnovo da parte del Governo Netanyahu le parti non sono riuscite a ritrovare il filo del dialogo. Washington stessa ha ammesso la necessità di un cambio di strategia. La situazione si è ulteriormente inasprita dopo la presentazione, da parte dell’Autorità palestinese, della richiesta di riconoscimento della Palestina quale membro delle Nazioni Unite, e dopo il via libera del Governo israeliano a diversi progetti di costruzione in Cisgiordania.

La ripresa dei negoziati avviene in un momento di particolare tensione. Due giorni fa, alcuni colpi di mortaio sono stati sparati dal nord della Striscia di Gaza verso il distretto di Eshkol, nel sud di Israele, senza causare danni o feriti. Lo ha reso noto la portavoce della polizia israeliana Luba Samri. L’attacco, rivendicato dai Comitati per la Resistenza popolare (gruppo palestinese con base a Gaza), è avvenuto all’indomani del ferimento da parte dei militari israeliani di un palestinese che si era avvicinato alla recinzione lungo la frontiera tra Gaza e Israele. Tra venerdì e sabato scorsi sono stati lanciati sette missili verso la Striscia, dopo che in un raid dell’aviazione israeliana era stato ucciso un militante palestinese sospettato di preparare un attacco dall’Egitto.

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