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Israele sgombera
l’avamposto di Amona

· Diciotto feriti negli scontri tra i coloni e le forze di sicurezza ·

Dopo mesi di trattative, l’esercito e la polizia israeliani hanno iniziato ieri lo sgombero, sancito dalla Corte Suprema a Gerusalemme nel 2014, dell’avamposto illegale di Amona, costruito su terre private palestinesi in Cisgiordania. Durante l’operazione si sono registrati violenti scontri di piazza, mentre si è alzato il livello della polemica politica. 

Militari israeliani portano via un colono durante le proteste (Reuters)

Prima dell’intervento dell’esercito, il premier Benjamin Netanyahu aveva annunciato ieri sera la costruzione di circa 3000 nuovi alloggi negli insediamenti ebraici, che si aggiungono ai 2500 deliberati la settimana scorsa. L’annuncio è stato criticato dai palestinesi e da diverse ong secondo le quali «la soluzione dei due stati rischia di essere vittima della lotta politica». Peace Now ha inoltre sottolineato che 1380 dei nuovi alloggi riguardano insediamenti che si trovano in Cisgiordania, in zone che secondo gli analisti dell’ong «non farebbero parte di Israele anche nel contesto di un accordo di pace con i palestinesi». Gli scontri ad Amona hanno visto opporsi gruppi di coloni (che la stampa dice essere arrivati in gran parte da altri insediamenti) e le forze di sicurezza. Il bilancio parla di 16 agenti e 2 civili feriti. Numerosi gli arresti, mentre fino ad ora sono state sgomberate, secondo dati delle forze dell’ordine, più di 20 case su 48, alcune con la forza altre in maniera pacifica. L’azione di esercito e polizia è andata avanti tutta la notte; l’avamposto è stato dichiarato «zona militare chiusa» proprio per impedire l’arrivo di altri coloni. Ma non è stato solo l’intervento dell’esercito a causare la violenta reazione dei coloni di Amona. Ha infatti suscitato forti polemiche una sentenza — resa pubblica ieri — con cui la Corte suprema israeliana ha dato ragione a una petizione dell’ong israeliana Yesh Din contro l’accordo raggiunto nelle settimane scorse dal governo proprio con i coloni di Amona e che prevedeva l’evacuazione pacifica in cambio di altri terreni adiacenti all’avamposto illegale. La Corte ha giudicato l’accordo non valido ed ora l’esecutivo di Netanyahu dovrà scegliere un’altra strada per velocizzare lo sgombero e placare l’ira dei coloni.

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