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Israele schiera l’esercito

· Per arginare le violenze ·

In seguito ai continui attacchi contro israeliani, la polizia sarà autorizzata a Gerusalemme a «imporre la chiusura delle zone di scontri e incitamento alla violenza». Dopo giorni di tensione, il Governo guidato da Benjamin Netanyahu annuncia nuove misure per tentare di arginare i disordini. 

Giovani palestinesi durante gli scontri a Gerusalemme est (Reuters)

«Ai terroristi saranno revocati i diritti di residenza permanente» e «le proprietà dei terroristi che compiono attacchi verranno confiscate», ha annunciato l’ufficio di Netanyahu. Unità militari — almeno sei compagnie dell’esercito, dicono fonti della difesa — saranno dislocate in rinforzo alla polizia in alcune zone urbane. Centinaia di guardie di sicurezza saranno messe in campo per proteggere il trasporto pubblico, ha spiegato inoltre l’ufficio del premier israeliano, che aveva annunciato «ulteriori misure aggressive» contro gli attacchi.
Sul piano diplomatico, il segretario di Stato americano, John Kerry, ha annunciato che presto sarà in Medio oriente per tentare di riportare la calma dopo le crescenti tensioni. L’annuncio è avvenuto durante un dibattito all’università di Harvard, senza però parlare di una data, ma con l’intenzione di «spostare la situazione dal precipizio». C’è questa violenza «perché c’è una frustrazione che sta crescendo», ha spiegato il segretario di Stato. Per Israele ieri è stata un’altra giornata di altissima tensione. L’ondata di aggressioni è cominciata di prima mattina con un attacco alle porte di Tel Aviv, nel quartier di Raanana, poi altri due a Gerusalemme e infine un quarto sempre a Raanana. A Gerusalemme due terroristi, uno armato di coltello e l’altro di pistola, sono saliti a bordo di un autobus e hanno attaccato i passeggeri nel quartiere di Armon Hanatzi. I due hanno anche tentato di prendere il controllo del mezzo, prima che la polizia riuscisse a bloccarli, uccidendone uno e ferendo l’altro. Un passeggero israeliano di sessant’anni è morto e altre quattro persone sono state portate in ospedale, una ferita gravemente. In totale sono state ferite, ma la gran parte in maniera lieve, 16 persone.
Poco dopo, sempre a Gerusalemme, un uomo ha lanciato la sua auto contro una fermata d’autobus, poi è sceso dalla vettura e ha aggredito i passanti che poco dopo sono riusciti a bloccarlo. Un israeliano, però, è morto e altri quattro sono rimasti feriti, sia pure in modo lieve.

La mattinata si era aperta con un altro drammatico episodio alla periferia di Tel Aviv, nella città di Raanana. Prima un’aggressione con il coltello: un uomo era stato lievemente ferito e il terrorista era stato reso inerme dai passanti. Un’ora e mezza dopo, quattro persone ferite, una delle quali in modo molto grave. C’è stato anche un altro accoltellamento a nord di Haifa, ma — dicono le autorità israeliane — potrebbe essere solo un tentativo di rappresaglia che ha sbagliato bersaglio. È successo nei pressi dello stabilimento Ikea di Kiriat Ata: l’aggressore ha attaccato un connazionale scambiandolo per uno dei tanti operai di origine palestinese che lavorano nella struttura.

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26 febbraio 2020

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