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In Israele
ore di tensione

· Due razzi sparati «per errore» da Gaza verso Tel Aviv ·

Notte di tensione in Israele dopo che due razzi sono stati lanciati nella tarda serata di ieri su Tel Aviv. I due ordigni, partiti dalla Striscia di Gaza, e attribuiti ad Hamas, non hanno provocato danni. Tuttavia immediata è stata la rappresaglia del governo israeliano, che durante la notte ha colpito con l’aviazione militare oltre «cento obiettivi terroristici». Dopo febbrili prese di contatto fra governo israeliano ed Hamas si è arrivati a un cessate il fuoco. Lo stesso governo israeliano sembra aver accertato che i razzi sarebbero stati sparati «per errore». 

Fumo su Gaza dopo la rappresaglia israeliana (Epa)

Gli attacchi dell’aviazione israeliana comunque hanno provocato danni. Tra l’altro, spiegano fonti israeliane, sono state colpite anche diverse basi di Hamas nel sud della Striscia, una postazione navale che serve come luogo di costruzione di armi e anche un sito sotterraneo di manifattura di razzi.
Fonti mediche locali hanno riportato un bilancio di quattro feriti, sebbene il ministero della sanità di Gaza non abbia dato finora notizia di feriti durante gli attacchi. Sia Hamas sia la Jihad islamica, in previsione della reazione di Israele dopo i razzi su Tel Aviv, avrebbero infatti ritirato in anticipo i propri uomini da molte delle loro basi.
Dopo una riunione di emergenza tenuta nella serata di ieri e presieduta da Benjamin Netanyahu, il portavoce militare aveva subito detto che i razzi erano da attribuire all’«opera di Hamas».
In attesa del consolidamento del cessate il fuoco, intanto, la “Marcia del Ritorno” indetta, come ogni venerdì per oggi pomeriggio a Gaza lungo la barriera difensiva con Israele, e appoggiata da Hamas, è stata cancellata e spostata al 30 marzo, il cosiddetto “Land Day”. Secondo fonti locali la decisione è stata presa dal Comitato organizzatore proprio a causa dell’improvviso acuirsi della tensione con Israele.

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