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Israele al voto
per le legislative

· ​La sfida è tra Netanyahu e Gantz ·

I soldati votano in anticipo rispetto agli altri cittadini (AFP)

Circa sei milioni e mezzo di israeliani sono chiamati domani, martedì, alle urne per le elezioni legislative. La sfida, molto attesa, è tra l’attuale premier, Benjamin Netanyahu, leader del partito Likud e in cerca del quinto mandato, e Benny Gantz, l’ex capo di Stato maggiore dell’esercito, candidato della nuova formazione politica «Blu e Bianco». Netanyahu si presenta al voto con l’handicap di tre inchieste a suo carico per corruzione, abuso d’ufficio e frode, per le quali potrebbe essere incriminato. L’attuale premier tuttavia si è sempre dichiarato innocente. Se fosse eletto per la quinta volta, diverrebbe il capo di governo più longevo della storia d’Israele. Gantz invece ha ricoperto ruoli di responsabilità nel corso di quasi tutte le vicende militari israeliane. Nella sua alleanza c’è anche la formazione laica Yesh Atid, dell’ex ministro delle finanze, Yair Lapid. E gli ultimi sondaggi lo danno in testa alle preferenze degli elettori. Al di là del confronto fra Netanyahu e Gantz, il parlamento israeliano che uscirà dal voto si prevede caratterizzato da una certa frammentazione. Accanto a Likud, Blu e Bianco e alla sinistra tradizionale di Laburisti e Meretz, ci sono i centristi di Kulanu e Gesher, la Nuova destra, l’Unione dei partiti di destra, la destra libertaria dello Zahut e Yisrael Beitenou.

La soglia di sbarramento per entrare alla Knesset (il Parlamento) è del 3,25 per cento, un filtro che appunto, secondo gli analisti locali, non impedirà alle forze politiche minori di ottenere dei seggi.

Intanto, a poche ore dal voto, il premier ha annunciato che, se eletto, il suo governo inizierà ad annettere gli insediamenti ebraici nella Cisgiordania, occupata da Israele dal 1967.

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22 agosto 2019

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