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Islam
non vuol dire violenza

· ​Il risultato di un sondaggio tra i francesi commissionato da «Le Parisien» ·

 Grande inquietudine per le derive dell’islam radicale e per il suo successo tra i giovani musulmani, ma anche rifiuto di associare automaticamente islam e violenza e convinzione che quella musulmana sia una religione pacifica come le altre: da un sondaggio Odoxa commissionato dal quotidiano «Le Parisien», su cosa pensano i francesi dell’islam, emerge un quadro a tinte meno fosche rispetto a un recente passato.

Sono trascorsi quasi sei mesi dai tragici attentati di Parigi e lo sdegno anti-musulmano sembra essersi stemperato, quantomeno trasformato in una riflessione più accorta. «Una larga maggioranza di francesi rifiuta ogni identificazione tra l’islam e la violenza», osserva Gaël Sliman, presidente di Odoxa, sottolineando che per il 57 per cento degli intervistati questa religione è «pacifista come le altre» e che il jihadismo ne rappresenta «una perversione».

Inoltre, il 63 per cento afferma che la propria “percezione” della fede musulmana non è cambiata dopo gli attentati di inizio gennaio. Tuttavia un terzo abbondante ha una visione più negativa: resta una certa, generale diffidenza, se oggi il 41 per cento (che sale al 57 fra i simpatizzanti di destra e al 79 tra chi vota Front National) ritiene che, «anche se non si tratta del suo messaggio principale, l’islam porta malgrado tutto in sé i germi della violenza e dell’intolleranza».

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