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Islam non è terrorismo

· ​Il presidente francese Hollande interviene all’Istituto arabo di Parigi ·

Ancora alta la tensione nella capitale a una settimana dagli attacchi

La Francia si impegna a «difendere tutti i suoi cittadini indipendentemente dalla religione». In attesa di incontrare il segretario di Stato americano, John Kerry, in visita a Parigi, il presidente francese, François Hollande, ha tenuto questa mattina un discorso all’Istituto del mondo arabo, nel quale ha sottolineato che «gli atti contro i musulmani, così come l’antisemitismo, devono essere non solo denunciati, ma anche puniti con severità». Il fondamentalismo islamico — ha detto il presidente — «si nutre di tutte le contraddizioni, delle povertà, dei conflitti non risolti da troppo tempo, e sono i musulmani a esserne le prime vittime». Occorre dunque «evitare le confusioni» tra estremisti violenti e musulmani moderati, e questo perché «abbiamo un dovere di solidarietà nei confronti del mondo arabo». Resta comunque altissima la tensione a Parigi, a una settimana dai sanguinosi attacchi a «Charlie Hebdo» e al negozio kosher. Questa notte una poliziotta di guardia davanti al palazzo dell’Eliseo è stata investita da un’auto con quattro persone all’interno. Immediatamente si è pensato a un nuovo attacco deliberato, stavolta contro il simbolo della presidenza francese.

Si tratterebbe invece — secondo fonti della polizia — di un’auto che si sarebbe data alla fuga per evitare un controllo. Nel frattempo, ieri l’intelligence statunitense e francese hanno riferito che gli attacchi terroristici della scorsa settimana a Parigi sono stati ispirati da Al Qaeda, ma non direttamente sotto la supervisione dell’organizzazione. I killer, insomma, avrebbero agito isolatamente, senza connessioni dirette con i vertici, e alla base della loro azione non ci sarebbe nemmeno stata una strategia condivisa, una regia unica.

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