Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Islam
fra odio e integrazione

· In Spagna, Francia e Regno Unito ·

Madrid, 14. Da Madrid a Parigi, a Londra: l’islam, ma anche l’islamofobia, sotto osservazione, in un periodo storico caratterizzato da conflitti e tensioni che dal Vicino oriente si sono estese da tempo all’Europa. In Spagna — secondo dati trasmessi alla France Presse dal presidente della Federazione delle entità religiose islamiche, Mounir Benjelloun, e presto pubblicati nel rapporto annuale della Piattaforma cittadina contro l’islamofobia — gli atti contro i musulmani sono decuplicati fra il 2014 e il 2015, passando da 48 a 534. 

Le cifre, diffuse dopo l’ennesimo episodio di violenza, fanno riferimento ad azioni contro cose o persone, sia direttamente sia attraverso i media o le reti sociali. L’Unione delle comunità islamiche di Spagna ha più volte denunciato le azioni di gruppi estremisti che «vogliono manipolare l’opinione pubblica tentando di amalgamare e convogliare un’ondata di odio contro tutti i musulmani».

In un’intervista al quotidiano «Libération», il primo ministro francese Manuel Valls ha affermato di ritenere «possibile» dimostrare che l’islam è compatibile con la Repubblica, malgrado i dubbi della maggioranza dei cittadini. In Francia l’anno scorso si è verificato un aumento esponenziale di episodi di islamofobia ( più 281 per cento rispetto al 2014) e antisemitismo (più 84 per cento). A rivelarlo è il Dipartimento di Stato statunitense nel suo rapporto annuale mondiale sui diritti dell’uomo, citando l’Osservatorio contro l’islamofobia del Consiglio francese del culto musulmano.

Nel Regno Unito, dopo la pubblicazione dei risultati di un controverso sondaggio che metterebbero in dubbio la reale integrazione dei musulmani nella società, è intervenuto il segretario generale aggiunto del Consiglio musulmano, Miqdaad Versi, precisando che è sbagliato presentare i musulmani come un problema: «L’86 per cento si dice molto attaccato alla nazione e il 78 desidera integrarsi. La sensazione che i musulmani siano una comunità isolata, separata dal resto del Paese, è in netta contraddizione con gli studi del Consiglio di ricerca economica e sociale», ha dichiarato Versi al quotidiano «The Guardian».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

21 agosto 2019

NOTIZIE CORRELATE