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​Islam di Francia

· ​Creata una nuova fondazione ·

Parigi, 9. È stato uno degli ultimi impegni, da ministro dell’Interno, di Bernard Cazeneuve, nominato martedì scorso primo ministro: l’istituzione di una nuova «Fondazione dell’islam di Francia» con obiettivi culturali, educativi e sociali, destinata a sostituire la vecchia Fondazione delle opere dell’islam. Coincidenza, il decreto recante la creazione del nuovo organismo è apparso sul «Journal officiel» proprio il 6 dicembre, giorno del suo ingresso a Hôtel de Matignon.

La Fondazione dell’islam di Francia è riconosciuta come istituzione laica, di utilità pubblica, con sede a Parigi. Il suo scopo principale sarà quello di finanziare progetti nei campi dell’educazione e della cultura, come i diplomi universitari sulla laicità aperti agli imam e proposti da quattordici atenei, la ricerca in islamologia, le iniziative a favore della gioventù. «Questa fondazione è importante — spiega al quotidiano “La Croix” il presidente del Consiglio francese del culto musulmano, Anouar Kbibech — perché permetterà anche di sovvenzionare la parte culturale connessa con le moschee. Il 12 dicembre, nel corso della terza “istanza di dialogo” organizzata dal ministero dell’Interno, sono previsti dei laboratori che consentiranno ai responsabili dei progetti finanziabili di presentarsi». Resta incerta la partecipazione alla riunione del rettore della Grande moschea di Parigi, Dalil Boubakeur, che ha accusato il Governo di «precipitazione» e «confusione», chiedendo «una più estesa consultazione». Il consiglio di amministrazione comprenderà tre rappresentanti dei ministeri dell’Interno, dell’Istruzione e della Cultura, il presidente del Consiglio francese del culto musulmano e due rappresentanti del comitato dei donatori. Presidente della fondazione sarà Jean-Pierre Chevènement, ex ministro dell’Interno. Ad affiancarlo quattro grandi personalità del mondo musulmano: l’islamologo Ghaleb Bencheikh, il rettore della Grande moschea di Lione, Kamel Kabtane, l’ex presidente del «Club del xxi secolo» (rete che raggruppa soprattutto l’élite degli immigrati di origine africana), Najoua Arduini Elaftani, e lo scrittore Tahar Ben Jelloun.

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23 agosto 2019

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