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Irlanda e Gran Bretagna mostrano di aver voltato pagina

· La visita di Elisabetta II a Dublino ·

La regina Elisabetta II è da ieri a Dublino per la prima visita di un sovrano britannico da cento anni a questa parte, dopo quella che vi condusse suo nonno, Giorgio v, nel 1911, quando l’Irlanda apparteneva ancora alla corona britannica. Il carattere storico di questa visita, dopo secolari tensioni e conflitti, è stato sottolineato da un editoriale congiunto dei ministri degli Esteri dei due Paesi, l’irlandese Eamon Gilmore e il britannico William Hague, che il nostro giornale ha pubblicato ieri. I due ministri hanno poi tenuto ieri sera una conferenza stampa congiunta, nella quale Hague ha dichiarato che la regina è rimasta «deliziata» per la «calda accoglienza» ricevuta dai leader politici e dal popolo irlandese, mentre Gilmore ha detto che Gran Bretagna e Irlanda stanno «lasciando le pagine dei libri di storia per passare a una relazione tra Stati sovrani che lavorano assieme».

Il clima positivo della visita è stato solo relativamente turbato da alcune proteste e anche da minacce di attentati alla vigilia, quando la polizia ha disinnescato un ordigno su un autobus diretto a Dublino. Anche il primo ministro britannico, David Cameron, che oggi ha raggiunto la regina in Irlanda, ha sottolineato la «genuina amicizia» fra i due Stati e i forti interessi economici comuni, ricordando che il commercio britannico con l’Irlanda è superiore a quello con Brasile, Russia e India messi insieme.

Dopo l’arrivo nella base aerea militare di Baldonnel, Elisabetta ii, accompagnata dal marito, Filippo d’Edimburgo, si è trasferita a Dublino ed è stata ricevuta dal presidente dell’Irlanda, Mary McAleese, nella sua residenza ufficiale di Aras an Uachtarian, nel Phoenix Park, dove ha incontrato anche il primo ministro irlandese, Enda Kenny.

Al pranzo offerto da McAleese sono intervenuti John Hume e David Trimble, i leader politici nordirlandesi premiati nel 1998 con il Nobel per la pace per il loro decisivo contributo agli accordi cosiddetti del Venerdì Santo, firmati il 10 aprile 1988 tra le forze politiche nordilandesi e i Governi di Londra e di Dublino dopo un lungo negoziato condotto con la mediazione di George Mitchell, l’inviato dell’allora presidente statunitense Bill Clinton.

Nel pomeriggio la sovrana britannica ha fatto un gesto di alto significato simbolico al Giardino delle Rimembranze, dove ha deposto una corona di fiori in memoria di chi perse la vita per l’indipendenza dell’Irlanda. La regina si è poi recata al Trinity College di Dublino dove le è stato mostrato il Book of Kells, il celebre manoscritto miniato dei Vangeli.

Nel secondo giorno della sua visita, Elisabetta II si reca oggi nello stadio Croke Park di Dublino, che fu teatro nel 1920 di un massacro, quando l’esercito britannico vi entrò con mezzi corazzati durante una partita di calcio tra le contee di Dublino e Tipperary e aprì il fuoco sulla folla uccidendo 13 spettatori ed un giocatore. La regina prenderà poi parte a una cerimonia per onorare i circa cinquantamila soldati irlandesi morti nella prima guerra mondiale combattendo nelle forze britanniche. Poi Elisabetta II terrà il suo unico discorso pubblico durante un ricevimento nel Castello di Dublino.

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