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Irlanda del Nord
divisa a metà

· Unionisti primo partito ma cresce il Sinn Féin ·

Il partito unionista democratico (Dup) ha vinto di stretta misura le elezioni anticipate nell’Irlanda del Nord per il rinnovo dell’assemblea legislativa, un seggio appena davanti ai repubblicani del Sinn Féin, che hanno sfiorato uno storico sorpasso. L’assemblea di Stormont a Belfast cambia dunque assetto: i partiti unionisti per la prima volta hanno perso la maggioranza assoluta. 

Ora si rischia uno stallo politico che minaccia la stessa divisione del potere tra unionisti e repubblicani, prevista dagli accordi del Venerdì santo del 1998, in uno scenario in cui le tensioni tra le due comunità si sono acuite con la Brexit. Gli unionisti, favorevoli a rimanere nel Regno Unito, hanno perso significativamente potere conquistando 28 dei 90 seggi dell’assemblea regionale, contro i 27 del Sinn Féin, l’ex braccio politico dei paramilitari dell’Ira favorevole alla riunificazione dell’isola e delle due Irlande. A maggio 2016, il Dup aveva conquistato 38 deputati, contro i 28 del Sinn Féin, in un’assemblea che allora contava 108 seggi. Il voto è stato caratterizzato da un’affluenza del 64,8 per cento degli aventi diritto, cioè 10 punti in più di 10 mesi fa e un record degli ultimi 20 anni. Il Dup e il Sinn Féin hanno adesso tre settimane di tempo per mettersi d’accordo sulla formazione di una coalizione di governo e risolvere le questioni che hanno portato alle elezioni anticipate. Gli accordi di pace del 1998 — che posero fine al sanguinoso conflitto civile nordirlandese, i cosiddetti “Troubles” — prevedono la pari dignità tra unionisti e repubblicani. Questo principio si traduceva, fino al gennaio scorso, in un esecutivo guidato dalla leader del Dup, Arlene Foster, e dal vicepremier del Sinn Féin, Martin McGuinness. Ma a inizio anno McGuinness si è dimesso, ufficialmente per motivi di salute, ma soprattutto — ricordano gli analisti politici — a seguito di un aspro scontro politico con il Dup e Foster, coinvolti in uno scandalo sui rimborsi per lo sviluppo delle energie rinnovabili. Se i negoziati fallissero, il ministro britannico per l’Irlanda del Nord, James Brokenshire, potrebbe decidere di amministrare temporaneamente l’Irlanda del Nord, per la prima volta in 10 anni.

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26 maggio 2019

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