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Iraq nel mirino dell’Is

· ​Oltre sessanta morti in una serie di attentati ·

Mentre le truppe di Baghdad avanzano verso Mosul

Iracheni in fuga dai combattimenti tra l’esercito e l’Is a ovest di Baghdad (Ap)

Non si placa in Iraq la strategia del terrore dei jihadisti del cosiddetto Stato islamico (Is). A fronte dei successi militari che l’esercito di Baghdad sta riportando nella provincia di Al Anbar e nella regione di Mosul, roccaforti dell’Is, gli uomini di Al Baghdadi hanno lanciato ieri una serie di attentati suicidi contro militari e civili. Stando agli ultimi bilanci, 63 persone hanno perso la vita e 83 sono state ferite. Esattamente come in Siria, dove le forze di Assad guadagnano terreno: l’unica forma di resistenza per i miliziani diventano gli attacchi suicidi, isolati e contro la popolazione civile. Nel peggiore degli attentati — tutti sono stati rivendicati dall’Is — sono morti almeno 26 militari. Un’autobomba è esplosa nella città di Al Baghdadi, nella zona occidentale della provincia di Al Anbar e vicino alla base aerea di Ain Al Asad. Nella provincia di Salahuddin, a nord di Baghdad, almeno sei soldati governativi sono stati uccisi e altri 18 feriti in altri due attentati. Sono invece tredici gli uomini delle forze della sicurezza morti in un attentato sferrato dai jihadisti a est di Falluja. Terrore anche a Baghdad: tre soldati hanno perso la vita e altri dieci sono stati feriti in seguito a un’esplosione che ha colpito il convoglio del primo ministro iracheno, Haider Al Abadi, mentre attraversava la zona di Meshahda. E sempre a Baghdad, nella zona settentrionale, tre persone sono state uccise e dodici ferite dopo che un attentatore suicida si è fatto saltare in aria a un posto di blocco vicino al ponte di Al Muthana che collega la capitale alle città del nord dell’Iraq come Samarra e Tikrit. 

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05 dicembre 2019

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