Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Iran: la diplomazia avanza
fra droni e navi sequestrate

· Trump annuncia l’abbattimento di un velivolo senza pilota nello Stretto di Ormuz ma Teheran smentisce ·

Nuova tensione fra Stati Uniti e Iran, dopo i contrasti fra i due paesi in merito all’accordo sul nucleare da cui Washington si è ritirata. Ieri il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato l’abbattimento, avvenuto nello Stretto di Ormuz, di un drone iraniano avvicinatosi a un migliaio di metri da una nave militare statunitense. Fatti smentiti dal viceministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi: «Non abbiamo perso alcun drone nello Stretto di Ormuz o altrove», ha scritto via Twitter. E anche il ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif, che si trova a New York per incontri all’Onu, ha affermato di non avere «alcuna informazione sulla perdita di un drone».

Un fotogramma del video diffuso dai pasdaran (Ap)

Poco prima si era invece chiarito un altro mistero, quello della nave cisterna “Riah” degli Emirati Arabi che gli iraniani avevano affermato di aver soccorso e condotto nelle proprie acque territoriali. La scomparsa della nave, con 12 uomini a bordo, era stata segnalata domenica nei pressi dello Stretto di Ormuz, quando aveva spento il suo transponder senza lanciare alcun sos. Senza farne il nome, il ministero degli Esteri iraniano aveva detto che una nave-cisterna straniera era stata trainata in un porto iraniano perché «in avaria». Ieri tuttavia i pasdaran (le Guardie della rivoluzione), anch’essi senza nominarla, hanno detto di avere sequestrato appunto una nave cisterna con un milione di litri di petrolio, che a loro dire erano stati fatti uscire di contrabbando dal territorio iraniano. La conferma che si trattasse della “Riah” è arrivata da un video diffuso dalle stesse Guardie della rivoluzione in cui si vede chiaramente il nome del natante mentre due lance le girano intorno ad alta velocità. Secondo alcuni potrebbe trattarsi di quella risposta, «al momento e nel luogo opportuno», promessa dalla Guida suprema iraniana Ali Khamenei dopo il sequestro di una petroliera iraniana avvenuto il 4 luglio a Gibilterra con l’intervento delle forze speciali britanniche. Un modo, insomma, di affermare la capacità dei pasdaran, fedelissimi dello stesso Khamenei, di mettere a rischio le rotte petrolifere del Golfo Persico. La scorsa settimana la Gran Bretagna aveva detto che lance dei pasdaran avevano cercato di bloccare una petroliera di Londra, mentre gli Usa accusano Teheran per i sabotaggi di sei navi cargo e petroliere avvenuti tra maggio e giugno.

In controtendenza con questi sviluppi, tuttavia, il presidente iraniano Hassan Rohani e il suo omologo francese Emmanuel Macron, sono tornati a parlarsi al telefono per la seconda volta in meno di due settimane.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

23 ottobre 2019

NOTIZIE CORRELATE