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Iran contro l’Is

· Parlando alle Nazioni Unite il presidente Rohani ha definito i miliziani jihadisti «una minaccia per la civiltà» ·

I terroristi uccidono in pubblico a Mosul un’attivista per i diritti delle donne e delle minoranze

Il presidente iraniano durante il suo intervento (Epa)

Anche l’Iran si è unito, ieri, alla condanna dei terroristi del cosiddetto Stato islamico (Is). Parlando dalla tribuna del Palazzo di Vetro, nell’ambito dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il presidente iraniano, Hassan Rohani, ha dichiarato che l’Is rappresenta «una minaccia per la civiltà». Mostrando di condividere la preoccupazione di tutta la comunità internazionale per l’avanzata dello Stato islamico, Rohani si è mostrato pronto a proseguire lungo il cammino di dialogo e collaborazione con gli Stati Uniti e i Paesi europei. Una collaborazione già prospettata un anno fa nel suo primo intervento dalla tribuna del Palazzo di Vetro. Ma l’orrore non si ferma: dopo averla torturata per cinque giorni, i miliziani hanno ucciso, a Mosul, decapitandola in pubblico, Samira Saleh Al Nuaimi, avvocatessa e attivista per i diritti delle donne e delle minoranze, che aveva stigmatizzato le violenze dell’Is sui social media. I jihadisti, riferiscono le agenzie di stampa, volevano che «si pentisse» per poter aver salva la vita: ma lei ha rifiutato.

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20 luglio 2019

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