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Invocazione di pace

· Papa Francesco telefona personalmente ai presidenti israeliano e palestinese condividendo le sue preoccupazioni per il conflitto ·

Dopo giorni di bombardamenti avviata l’operazione di terra nella Striscia di Gaza

Dopo dieci giorni di martellanti raid aerei in risposta ai razzi di Hamas, l’esercito israeliano ha lanciato ieri sera una vasta operazione di terra nella Striscia di Gaza. Non ha dunque avuto successo l’iniziativa diplomatica egiziana e le speranze di pace sembrano ancora una volta segnare il passo.

Papa Francesco con i presidenti israeliano e palestinese l’8 giugno in Vaticano

Facendo seguito all’accorato appello a continuare a pregare per la pace in Terra santa di domenica scorsa, stamattina Papa Francesco ha telefonato personalmente al presidente israeliano Shimon Peres e al presidente palestinese Mahmoud Abbas, condividendo le sue gravissime preoccupazioni nell’attuale situazione di conflitto, che coinvolge in modo particolare la Striscia di Gaza e che, in un clima di crescente ostilità, odio e sofferenza per i due popoli, sta seminando numerosissime vittime e dando luogo ad una situazione di grave emergenza umanitaria. Come aveva fatto durante il suo recente pellegrinaggio in Terra santa e in occasione dell’invocazione per la pace l’8 giugno scorso, il Papa ha assicurato la sua incessante preghiera e quella di tutta la Chiesa per la pace in Terra santa e ha condiviso con i suoi interlocutori, che considera uomini di pace e che vogliono la pace, il bisogno di continuare a pregare e di impegnarsi per far sì che tutte le parti interessate e quanti hanno responsabilità politiche a livello locale e internazionale si impegnino per far cessare ogni ostilità, adoperandosi in favore di una tregua, della pace e della riconciliazione dei cuori.

Anche il segretario generale generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha auspicato che le armi possano presto tacere. «Non ci può essere una soluzione militare a questo conflitto» ,a infatti dichiarato.

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19 gennaio 2020

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