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Inviolabilità della vita

· I vescovi del Massachusetts contro la pena di morte ·

La dignità di ogni vita umana, in quanto dono di Dio, va difesa e preservata: questo il messaggio espresso ieri dal cardinale Sean O’Malley, arcivescovo di Boston, e dai vescovi del Massachusetts in una dichiarazione congiunta contro la pena di morte per Dzhokhar Tsarnaev, l’uomo accusato di aver organizzato l’attentato alla maratona di Boston del 15 aprile 2013. 

«La Chiesa ha insegnato che i casi in cui l’esecuzione del colpevole è una assoluta necessità sono rari, se non praticamente inesistenti» si legge nella dichiarazione. «Come Papa Francesco ha recentemente dichiarato — prosegue il documento — la pena di morte è un’offesa contro l’inviolabilità della vita e la dignità della persona umana. Quando la pena di morte è applicata, non è mai per un crimine attuale, ma per un atto commesso in passato». E inoltre «è applicata alle persone che non possono più causare danni poiché questa capacità è stata neutralizzata: sono già stati privati della loro libertà». Proprio oggi, martedì 7 aprile, il processo a Tsarnaev entra in una fase cruciale. Dopo le arringhe finali, i giurati si riuniscono per stabilire la colpevolezza di Tsarnaev. Solo dopo il responso della giuria si aprirà il dibattito per decidere o meno per la pena di morte. Tsarnaev deve rispondere di trenta capi d’accusa, diciassette dei quali possono portare alla pena di morte.

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