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Con il pastorale e la croce di legno

Quante volte ha abbracciato la sua gente, i lavoratori, i pescatori con il volto solcato dalla fatica e dalle intemperie del mare. Quante volte ha attraversato in fretta questi vicoli per andare a trovare un malato o portare conforto ai bisognosi in questo specchio di città che si riflette sull'azzurro dell'Adriatico. Tante volte don Tonino Bello è stato su queste banchine del porto di Molfetta. L’ultima venticinque anni fa, quando si svolse il suo funerale, al quale partecipò una fiumana di popolo che già lo considerava “un uomo di Dio ”.

Sono queste le stesse banchine che, venerdì mattina, 20 aprile, Papa Francesco ha percorso tra ali di folla festante per condividere il 25° anniversario della nascita al cielo del vescovo profeta.

Per la seconda tappa del viaggio pugliese, il Pontefice è giunto da Alessano in elicottero. Il velivolo è atterrato sul piazzale di Cala Sant’Andrea accanto al duomo, per un primo incontro con quel gregge che per undici anni, dal 1982 al 1993, è stato affidato alle cure pastorali di don Tonino.

Durante la messa il Pontefice ha usato lo stesso pastorale di don Tonino. Sulla sommità vi sono scolpiti un ramoscello d’ulivo e lo stemma episcopale con la croce alata e il versetto del salmo 34, scelto come motto: «Ascoltino gli umili e si rallegrino». Don Tonino se lo era fatto preparare da un amico di Alessano, Fernando Campanile. D’altronde, anche i segni esteriori erano importanti per don Bello, come la scelta di usare una croce pettorale di legno. Anche per la celebrazione di questo 20 aprile si è optato per la semplicità. 

dal nostro inviato Nicola Gori

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20 ottobre 2019

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