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Introdurre in Africa
le cure palliative

· Appello dell’arcivescovo Paglia in Rwanda ·

«La non conoscenza è il principale ostacolo allo sviluppo delle cure palliative e non solo in Africa». È quanto ha affermato l’arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia accademia per la vita, prendendo la parola venerdì 20 settembre, in apertura dei lavori dell’ultima giornata della sesta Conferenza africana sulle cure palliative, in svolgimento in Rwanda, al Kigali convention center. Monsignor Paglia ha partecipato alla Conferenza insieme a don Tullio Proserpio, cappellano all’Istituto tumori di Milano e consulente della Pontificia accademia.

Dopo aver passato in rassegna le sfide da affrontare e vincere per una migliore ed efficace diffusione delle cure palliative, il presidente ha illustrato l’impegno della Pontificia accademia per la vita sulla base del mandato specifico consegnato da Papa Francesco nel 2015. Per quanto riguarda le sfide, l’arcivescovo ha notato che «è cruciale lavorare con i governi per ottenere finanziamenti perché le cure palliative vanno rese accessibili a tutti». Infatti «ci sono paesi come Liberia, Ciad, Burundi, Sud Sudan dove queste cure vanno introdotte». E proprio introdurle dove non ci sono e renderle più diffuse laddove esistono «è una maniera di sottolineare il valore inestimabile di ogni essere umano, opponendoci alla cultura dello “scarto” che sta diventando pervasiva ovunque». Dunque, ha rilanciato, «dobbiamo prenderci cura di ogni essere umano, contrastando le tendenze a introdurre eutanasia e suicidio assistito: prenderci cura è il segno del vero progresso umano e sociale».

Inoltre l’arcivescovo ha illustrato il progetto «Pal-life» e, in particolare, il «Libro bianco per la diffusione delle cure palliative nel mondo» disponibile in inglese e tedesco. A breve ci saranno traduzioni in italiano, portoghese e spagnolo. A Kigali i congressisti hanno ricevuto una copia della versione inglese. «Credo che per tutti noi l’attenzione appassionata verso i malati sia intesa come il punto di partenza di una umanità nuova» ha concluso l’arcivescovo Paglia che ha visitato il Kigali genocide memorial center e anche il primo centro di cure palliative del Rwanda, l’Hospice Giovanni Paolo II di Kabuga.

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26 febbraio 2020

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