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Intrappolati ad Aleppo

· ​Un milione di civili sotto assedio ·

Decine di bambini uccisi negli attacchi a scuole e a ospedali

Nella parte orientale di Aleppo più di centomila bambini sono intrappolati a causa dei combattimenti tra governativi e ribelli. È un’emergenza che non conosce tregua, quella che sta vivendo la città siriana. E il dramma riguarda in primo luogo i bambini, come documenta l’Unicef, il fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia. Sono stati accertati 84 attacchi contro scuole e i bambini deceduti sono stati almeno 69 e molti altri i feriti. Lo scenario è drammatico. Il Consiglio di sicurezza ha parlato ieri di «un milione di civili sotto assedio». Oltre 275.000 persone sono intrappolate nei quartieri orientali di Aleppo, controllati dai ribelli. Su quest’area si concentra da settembre scorso una operazione militare dei soldati di Bashar Assad supportati dai russi. Stessa situazione a sudest di Damasco, oltre 40.000 civili vivono sotto assedio da gennaio scorso. Hanno cominciato a respirare dal 19 ottobre scorso, quando un accordo tra i ribelli e il governo ha consentito una parziale evacuazione. Ad Aleppo, l’ultima settimana, in particolare, «è stata una settimana terribile per i bambini, che stanno vivendo e morendo sotto ininterrotti bombardamenti di scuole, case e ospedali» ha dichiarato Geert Cappelaere, direttore Unicef per Medio oriente e Nord Africa. Non ci sono più ospedali operativi nella parte orientale di Aleppo — ha aggiunto il responsabile dell’Unicef — «e anche l’accesso a cibo e medicine è in diminuzione. I bambini hanno bisogno di questi ospedali per restare in vita. Nessuno dovrebbe morire negli ospedali a causa dei bombardamenti e nessuno dovrebbe morire a scuola». Se ad Aleppo e a Damasco sono i governativi ad assediare i ribelli, in altre zone della Siria la situazione è inversa. Le città di Foua e Kafraya, nella provincia di Idlib, nel nordovest della Siria, sono fedeli al governo di Assad e circondate dai ribelli. Complessivamente nelle due città vivono 20.000 persone. La sopravvivenza degli abitanti è stata oggetto di un negoziato con il governo. Gli aiuti e le evacuazioni delle persone vanno avanti col contagocce.

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