Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Intesa vicina in Libia

· Secondo l’Onu si fa sempre più concreta la minaccia dell’Is che mira a ostacolare una soluzione politica alla crisi ·

Un’intesa tra i due Governi in Libia — quello di Tripoli e quello di Tobruk — è possibile, come mai finora, e l’incontro di oggi in Marocco sarà un momento chiave nel cammino per la formazione di un Esecutivo di unità nazionale. Il lavoro è comunque arduo mentre il tempo stringe: i jihadisti del sedicente Stato islamico (Is) presenti sul territorio si stanno infatti rafforzando e si dimostrano sempre più aggressivi. 

Soldati libici nei pressi di Tripoli (Ap)

È questa, in sintesi, la fotografia della situazione presentata dall’inviato speciale dell’Onu in Libia, Bernardino León, al Consiglio di sicurezza, che ieri ha tenuto una riunione per decidere tra l’altro il rinnovo della missione di supporto nel Paese (Unsmil). Un accordo tra Tripoli e Tobruk su come fronteggiare insieme la minaccia dell’Is «non è mai stato così vicino» ha poi detto León, lanciando un allarme «per la situazione umanitaria che si sta deteriorando e deve essere affrontata». Ma allo stesso tempo, ha aggiunto l’inviato Onu, l’Is «ha cambiato strategia: da gruppo terrorista con piccoli commando, si è trasformato in una realtà che conduce operazioni militari. È un grande salto di qualità, e per questo il tempo stringe». Quasi a conferma delle sue parole, dalla Libia continuano ad arrivare notizie di attacchi dell’Is e dei gruppi jihadisti a esso alleati contro le installazioni petrolifere.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

24 agosto 2019

NOTIZIE CORRELATE