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Intesa in Libia sul Governo unitario

· Kobler dalla conferenza di Roma un segnale di pace ·

Stretta finale per l’accordo sul Governo di unità nazionale in Libia con le delegazioni dei Parlamenti di Tobruk e di Tripoli che hanno fissato al 16 dicembre la data della firma. E questo mentre lo spettro dello Stato islamico (Is) nel Paese diventa sempre più minaccioso, soprattutto dopo la sfilata ieri dei mezzi armati dei jihadisti nel centro di Sebrata.

La riunione delle parti libiche mediata dall’Onu a Tunisi (Reuters)

L’annuncio dell’accordo tra le delegazioni di Tobruk e Tripoli per firmare l’intesa proposta dall’Onu è arrivato in una conferenza stampa a Tunisi, al termine dei colloqui presieduti dalle Nazioni Unite. «Il conto alla rovescia nell’interesse della pace, della sicurezza e della stabilità in Libia è partito», ha commentato soddisfatto l’inviato speciale dell’Onu per la Libia, Martin Kobler. A Tunisi si è registrato «un largo consenso sul fatto che soltanto con la rapida firma dell’intesa» proposta dalle Nazioni Unite «il Paese potrà ritrovare la sua unità». Kobler ha aggiunto che la conferenza di Roma sulla Libia — che inizia domani — manderà un chiaro segnale, a quanti ancora non si sono impegnati per la pace, che la comunità internazionale è unita a sostegno di chi vuole l’accordo.

Il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, ha avvertito che «chi in Libia si opporrà a un accordo sotto l’egida della comunità internazionale andrà contro gli interessi strategici del popolo libico, non solo quelli internazionali». Il capo della diplomazia italiana ha quindi ribadito che l’obiettivo della conferenza di Roma è «una soluzione politica e diplomatica, anche se resta la necessità di combattere il terrorismo». E il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov — che sarà presente alla conferenza di Roma insieme al segretario di Stato americano, John Kerry — ha assicurato ieri a Gentiloni il sostegno di Mosca a «qualsiasi sforzo» dell’Italia.  

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22 agosto 2019

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