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Insieme
verso un futuro di pace

· ​Patto per un islam italiano firmato tra governo e undici associazioni musulmane ·

Roma, 2. Formazione degli imam e delle guide religiose (preludio alla creazione di un apposito albo), comunicazione dei nomi e dei recapiti delle stesse guide e comunque delle personalità in grado di svolgere efficacemente un ruolo di mediazione tra la comunità di appartenenza e la realtà sociale circostante; impegno concreto affinché il sermone del venerdì sia svolto o tradotto in italiano e massima trasparenza nella gestione e nella documentazione dei finanziamenti. Sono questi i punti essenziali del “Patto nazionale per un islam italiano” sottoscritto ieri pomeriggio al Viminale fra il ministro dell’interno italiano Marco Minniti e i rappresentanti di undici associazioni musulmane.

L’incontro  al Viminale

Il documento, ha spiegato il ministro, «è uno straordinario investimento sul futuro del nostro paese che produrrà vantaggi anche materiali. Si tratta di un atto particolarmente importante, che parte dal presupposto che si possono avere religioni differenti e tuttavia essere tutti quanti italiani. Allude in prospettiva a un’intesa. L’hanno firmato associazioni che hanno storie e sensibilità differenti e che in altri momenti non avrebbero sottoscritto un documento comune. Tutti i firmatari si sono impegnati a rifiutare qualunque forma di guerra e di terrorismo». I punti sottoscritti sono frutto di impegni condivisi, ha sottolineato Minniti: «Ho visto — ha detto — una straordinaria volontà dei firmatari di impegnarsi nella realizzazione di questo percorso». Tra questi c’è Abdellah Redouane, segretario generale del Centro islamico culturale d’Italia, che gestisce la Grande moschea di Roma. «L’attuale patto, anche in una sua forma rivista e perfezionata — ha spiegato — non potrà essere né alternativo né sostitutivo rispetto alla regolamentazione dei rapporti tra stato e islam, così come contemplata dalla Costituzione della Repubblica italiana, ovvero dall’istituto dell’intesa». Il Centro, ha assicurato Redouane, «continuerà a dare il suo contributo nel favorire una crescita responsabile dell’islam in Italia».

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24 agosto 2019

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