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Insieme per promuovere la spiritualità dell’uomo

· Messaggio per la fine del Ramadan ·

«Cristiani e musulmani: promuovere la dimensione spirituale dell’uomo» è il tema del messaggio del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso in occasione della fine del Ramadan ‘Id al-Fitr 1432 h . / 2011 a.d., il 29 agosto, firmato dal presidente, il cardinale Jean-Louis Tauran, e dal segretario, l’arcivescovo Pier Luigi Celata. Oltre all’originale in francese, il messaggio è stato inviato ai musulmani anche in inglese, italiano, arabo, albanese, bahasa (Indonesia), bangla, bulgaro, cebuano (Binisaya), cinese tradizionale, cinese semplificato, croato, farsi, greco, hausa, kazako, kiswahili, kyrghyzo, neerlandese, polacco, portoghese, russo, spagnolo, tadijko, tagalog, tedesco, thailandese, turco, urdu, wolof. Di seguito diamo una traduzione italiana del messaggio.

Cari Amici musulmani,

La conclusione del mese del Ramadan offre al Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso la gradita occasione di rivolgervi i più cordiali auguri affinché gli sforzi generosamente compiuti durante questo mese ottengano tutti i frutti spirituali sperati.

Quest’anno, abbiamo ritenuto opportuno privilegiare il tema della dimensione spirituale della persona umana. Si tratta di una realtà che cristiani e musulmani considerano di primaria importanza, di fronte alle sfide del materialismo e del secolarismo. Il rapporto di ogni uomo con la trascendenza non è un fatto contingente della storia, ma appartiene alla natura umana. Noi non crediamo al caso, ma siamo convinti — ne facciamo l’esperienza — che Dio ci guida nel nostro cammino!

Cristiani e musulmani, al di là delle loro differenze, riconoscono la dignità della persona umana dotata di diritti e di doveri. Essi pensano che l’intelligenza e la libertà sono altrettanti doni che devono incoraggiare i credenti a riconoscere questi valori che sono condivisi perché sono fondati sulla stessa natura umana.

Ecco perché la trasmissione di questi valori umani e morali alle giovani generazioni costituisce una preoccupazione comune. Spetta a noi far scoprire loro che c’è il bene e il male, che la coscienza è un santuario da rispettare, che coltivare la dimensione spirituale rende più responsabili, più solidali, più disponibili per il bene comune.

Troppo spesso cristiani e musulmani sono testimoni della violazione del sacro, della diffidenza di cui sono oggetto quanti si dicono credenti. Non possiamo che denunciare tutte le forme di fanatismo e d’intimidazione, i pregiudizi e le polemiche, nonché le discriminazioni di cui a volte sono oggetto i credenti nella vita sociale e politica come pure nei mass media.

Vi siamo spiritualmente vicini, cari Amici, chiedendo a Dio di darvi rinnovate energie spirituali, e vi presentiamo i nostri migliori auspici di pace e di felicità.

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15 novembre 2019

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