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Insieme a don Bosco sempre con i giovani

· Si avvicina il bicentenario della nascita ·

Duecento anni di storia salesiana da raccontare. Ma non per una operazione nostalgica o solo vagamente celebrativa. Don Bosco è nato duecento anni fa, ma il suo spirito oggi appare giovane più che mai.

Milioni di persone nel mondo si riconoscono nella sua spiritualità e ogni giorno più centomila persone, tra sacerdoti, religiose e religiosi, e laici vivono secondo il suo carisma. A illustrare il significato delle iniziative previste per il bicentenario è stato questa mattina, nella sede romana dell’Associazione della stampa estera, don Pascual Chávez Villanueva, nono successore di don Bosco e rettor maggiore dei salesiani.

Dopo il triennio di preparazione che ha portato a riscoprire la storia (2011-2012), la pedagogia (2012-2013) e la spiritualità (2013-2014) del santo piemontese, padre e maestro della gioventù, il 16 agosto 2014, in occasione del centonovantanovesimo anniversario della nascita di don Bosco, avverrà dunque l’apertura ufficiale dell’anno bicentenario. Un arco temporale nel corso del quale sono annunciati alcuni grandi avvenimenti come l’ostensione straordinaria della Sindone, che avverrà a Torino nella primavera 2015, e la partecipazione della famiglia salesiana, con ben trenta eventi, all’Expo 2015 di Milano.

Il tema del bicentenario, in coerenza con il triennio di preparazione, si riferirà alla «Missione di don Bosco con i giovani e per i giovani». Ciò, è stato spiegato, nell’auspicio di contribuire non solo ad approfondire in cosa consista oggi la missione di don Bosco, ma anche a suscitare numerose forze che siano disposte a impegnarsi con il suo stile per la «salvezza della gioventù», specialmente la più povera, esclusa e abbandonata.

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26 maggio 2019

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