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Insieme
contro la fame nel mondo

· Numerose le iniziative in occasione della Settimana ecumenica per il cibo ·

Dal 12 al 19 ottobre molte comunità cristiane si sono interrogate, in luoghi e con forme molto diverse, su cosa i cristiani possono e devono fare per combattere la fame nel mondo, promuovendo una nuova cultura nei confronti del cibo nella prospettiva di riaffermare l’impegno ecumenico per la salvaguardia del creato. Questa settimana, The Global Churches Week of Action on Food, è stata particolarmente sostenuta dalla Ecumenical Advocacy Alliance (Eaa), che è una rete di Chiese e comunità ecclesiali, che condividono l’impegno ecumenico su alcuni temi specifici, come l’assistenza ai malati di Aids e l’accoglienza dei migranti. Per la Eaa questo evento ha costituito un tempo particolare di preghiera e di riflessione ecumenica sul valore del cibo nella società contemporanea. 

Negli stessi giorni, si sono celebrate anche le Giornate internazionali per le donne che vivono in campagna (15 ottobre), per il cibo (16 ottobre) e per la rimozione della povertà (17 ottobre): vere occasioni per riflettere sulle sperequazioni sociali ed economiche che determinano povertà e violenza nel mondo. Anche quest’anno, come già era accaduto negli anni precedenti, la settimana non è stata pensata solo per le comunità che sostengono la Eaa, ma per tutti i cristiani in modo da sottolineare, ancora una volta, come su alcuni temi i cristiani debbano trovare delle forme per manifestare i valori comuni che trovano la loro radice nella lettura della Sacra Scrittura, come è stato ricordato in numerosi interventi di presentazione e a commento di questa settimana. I cristiani sono chiamati a parlare e ad agire per rimuovere tutto ciò che determina una politica di ingiustizia nella produzione e nella distribuzione del cibo, in modo da favorire il diritto di tutti a poter avere accesso al cibo, così da proseguire la battaglia contro la fame nel mondo. 

di Riccardo Burigana

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20 agosto 2019

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