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​Insieme come a Ninive

· ​Nel primo giorno della quaresima ·

Pieter Bruegel il Vecchio  «Lotta tra Carnevale e Quaresima» (1559)

Come ogni anno il tempo forte di quaresima richiede risposte concrete, atti di conversione. Il mondo spinge in una spirale vorticosa imponendo ritmi e modalità disumanizzanti. Contraddizioni insanabili e drammatici conflitti mettono in pericolo la vita del pianeta.
Di fronte a tutto questo cresce la paura, insieme il bisogno di fare qualcosa. Ma il vangelo non chiede di combattere il mondo, chiede di far crescere il Regno dell’amore attraverso il cambiamento interiore. Spesso assistiamo a una critica sterile, ognuno dà la colpa agli altri, ai politici, ai governanti, al sistema. Bisogna cominciare da se stessi. Come afferma Papa Francesco, serve un nuovo stile di vita che richiami all’essenzialità e ripristini la giustizia.
Di fronte a masse di esseri umani privati di ogni dignità, profughi che rischiano la vita, bambini ridotti a cercare nelle discariche, economie distrutte, inquinamento feroce di acque e terreni, non si può continuare a essere conniventi per impotenza e rassegnazione. Urge un’azione che inviti alla sosta, che permetta un momento di distacco dal vortice del mondo.
Quello che vediamo interroga fortemente. I destini dei singoli, ma anche dei popoli, non ricadono come punizione divina dal cielo, portano alla luce quanto di distorto il tempo ha accumulato. Effetti che vengono a maturazione. La massa del dolore provocato dall’ingiustizia, rimane attiva, pronta a esplodere in azioni cruente. Come ci ricorda il vangelo: «Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: Viene la pioggia, e così accade» (Luca, 12, 54).
Rivolgiamo pertanto un appello a donne e uomini sensibili verso questa drammatica realtà e turbati nella propria coscienza, disponibili a impegnarsi per un giorno al mese di digiuno e silenzio. A partire dal giorno delle ceneri, in cui ha inizio la quaresima e in cui la Chiesa invita al digiuno, si propone una presenza costante e nascosta di silenzio e digiuno in comunione con l’umanità che soffre. Un giorno al mese di silenzio e digiuno che ognuno può vivere quando e nel modo che gli è possibile, come atto di purificazione e di espiazione. Digiuno non solo come astinenza dal cibo, ma anche da cellulari, televisioni e vari strumenti di connessione digitale. Silenzio e digiuno come partecipazione attiva alla sofferenza dell’immensa parte di umanità il cui grido rimane muto, inascoltato. Silenzio e digiuno come bisogno urgente di dare una risposta a quel disagio provocato da un potere sovrastante che domina le coscienze. Silenzio e digiuno attraverso cui lo Spirito Santo possa aprire canali di luce nell’oscurità del tempo. Silenzio e digiuno come antidoto efficace nei confronti dello squilibrio in atto. Come a Ninive: «“Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta”. I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, dal più grande al più piccolo (...) Dio si impietosì riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece» (Giona, 3, 4-5; 10). 

di Antonella Lumini

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17 luglio 2019

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