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Insieme
al lavoro per la pace

· ​Dopo gli attacchi di Quetta e Lahore ·

La condanna per i recenti e ripetuti atti di violenza contro i cristiani avvenuti a Quetta e a Lahore commessi da quanti abusano della religione per commettere violenza. E un accorato appello al governo del Pakistan perché siano arrestati i colpevoli e si proceda con una giustizia veloce. È quanto è stato espresso dai partecipanti alla conferenza organizzata a Lahore dalla commissione nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso dell’episcopato cattolico pakistano e dall’organizzazione United Religions iniziative (Uri). Soprattutto, però, nel corso dell’incontro leader cristiani e musulmani hanno ribadito che le religioni in Pakistan intendono lavorare per la giustizia e l’armonia.
Il 15 aprile scorso, come è noto, nel quartiere cristiano di Essa Nagri, nella città di Quetta, capoluogo del Baluchistan, un attacco terroristico ha provocato la morte di due cristiani, un cattolico e un protestante, e il ferimento di altri cinque. Nello stesso giorno un tempio evangelico nella città di Shahdara, nei pressi di Lahore, è stato dato alle fiamme. Episodi che hanno destato enorme preoccupazione, tanto che la commissione nazionale giustizia e pace dell’episcopato cattolico ha anche promosso una manifestazione di protesta in tutto il paese per esprimere solidarietà con i cristiani di Quetta e Lahore e per sensibilizzare le istituzioni politiche e giudiziarie.

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17 agosto 2019

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