Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Insegnaci a pregare

· Il Pontefice inaugura un ciclo di catechesi sul Padre nostro ·

«Anche se forse preghiamo da tanti anni, dobbiamo sempre imparare!» e il migliore maestro non può che essere Gesù, lui per primo «uomo di preghiera», che affrontò ogni momento della vita lasciandosi guidare dalla sua «intimità con il Padre».

Timi Kakandar, «Preghiera»

Nella prima udienza generale del tempo di Avvento, tenuta la mattina di mercoledì 5 dicembre nell’aula Paolo VI, Papa Francesco ha inaugurato un nuovo ciclo di catechesi dedicato al Padre nostro e, prima di entrare nel dettaglio della preghiera insegnata da Gesù, si è soffermato a riflettere sull’atteggiamento dell’uomo che si rivolge a Dio, su «questo anelito che nasce in maniera così naturale dalla sua anima», e che «è forse uno dei misteri più fitti dell’universo».

Ma l’uomo sa pregare? Domanda lecita se, come ha ricordato il Pontefice, anche nella Bibbia ci sono testimonianze di «preghiere inopportune che alla fine vengono respinte da Dio», come quella del fariseo.

Il modello, il maestro — ha detto Francesco — è chiaramente Gesù, che fece della preghiera una costante della sua esistenza terrena. Egli «pregava con intensità nei momenti pubblici, condividendo la liturgia del suo popolo», ma, ha sottolineato il Pontefice, «cercava anche luoghi raccolti, separati dal turbinio del mondo, luoghi che permettessero di scendere nel segreto della sua anima». In questo, ha aggiunto il Papa, è stato un esempio anche «come leader», capace di non finire «ostaggio delle attese» della gente e di prendere invece «le distanze» per discernere ogni cosa alla luce della preghiera.

«Gesù pregava», ha ripetuto più volte Francesco indicandone l’esempio. E come lui, anche l’uomo è chiamato a far «governare tutto» da quel rapporto intimo con il Padre. Soprattutto nei momenti più difficili. Nella notte del Getsemani, nel cammino verso la croce, prima di spirare, Gesù pregava, e lo faceva con i salmi, «con le preghiere che la mamma gli aveva insegnato» da bambino. «Gesù pregava come prega ogni uomo del mondo. Eppure, nel suo modo di pregare vi era anche racchiuso un mistero», e perciò il Papa ha invitato ogni cristiano a far propria l’invocazione dei discepoli: «Signore, insegnami a pregare». Perché tutti, ha detto, possiamo «pregare meglio».

E la prima lezione sottolineata dal Pontefice è presa proprio dalle parole del maestro quando nel vangelo mette a confronto i diversi atteggiamenti del fariseo e del pubblicano nel tempio: «Il primo passo per pregare è essere umile, andare dal Padre e dire, “Guardami, sono peccatore, sono debole, sono cattivo”, ognuno sa cosa dire. Ma sempre si incomincia con l’umiltà, e il Signore ascolta». Infatti, ha assicurato Francesco, «la preghiera umile è ascoltata dal Signore».

L'udienza generale

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

14 dicembre 2018

NOTIZIE CORRELATE