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Inizio
della transizione

· Obama e Trump si stringono la mano alla Casa Bianca ·

 Trump e Obama alla Casa Bianca (Afp)

«Colloquio eccellente, ma le differenze restano». Barack Obama ha riassunto così, all’insegna del fair play e del rispetto istituzionale, l’incontro avvenuto ieri alla Casa Bianca con il vincitore delle elezioni statunitensi dell’8 novembre, Donald Trump. I due leader hanno parlato per circa un’ora e mezza, prima di presentarsi di fronte ai giornalisti e stringersi la mano. «Sono stati discussi temi importanti» ha detto il presidente uscente. «Vogliamo e faremo di tutto perché lui e la moglie si sentano benvenuti e perché riescano al meglio nel loro compito». Sulla stessa linea, il tycoon repubblicano: «Non c’eravamo mai incontrati, lo rispetto moltissimo. Abbiamo affrontato temi difficili, ma abbiamo anche parlato degli importanti risultati raggiunti durante la sua amministrazione. È stato un grande onore». Il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, ha precisato che «non sono state superate le profonde differenze», ma «l’obiettivo del colloquio non era di risolvere le differenze bensì di assicurare un’agile transizione». Su questo i rispettivi staff dovranno lavorare insieme nelle prossime settimane. Nei prossimi 72 giorni, cioè fino all’insediamento del 20 gennaio prossimo, il presidente eletto dovrà definire la nuova squadra di governo. Quanto ai restanti incarichi pubblici che dovrà assegnare, circa 4000, l’iter partirà dopo l’insediamento anche perché alcuni richiedono il disco verde del Senato, oltre che dell’intelligence.

Intanto, si segnalano nuove proteste contro l’esito del voto. Le strade di molte città americane, da Baltimora a New York, da Chicago a Denver, da Dallas a Oakland, hanno visto manifestazioni anti-Trump. 

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06 dicembre 2019

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