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Iniziato lo sgombero della “giungla”

· Molti i minori non accompagnati tra le migliaia di migranti a Calais ·

È cominciato questa mattina all’alba a Calais, nel nord della Francia, lo sgombero del campo denominato la “giungla”, che per 18 mesi ha ospitato in condizioni difficilissime fra i 6400 e gli 8300 migranti. Il quotidiano «Le Figaro» scrive che 1250 poliziotti sono stati mobilitati, al fianco dei 2100 colleghi già presenti sul posto, per garantire la sicurezza durante l’evacuazione, che secondo le previsioni dovrebbe durare una settimana. Alla vigilia ci sono stati momenti di forte tensione. 

Migranti in attesa di lasciare Calais (Ansa)

La prefettura ha fatto sapere che i migranti dovranno arrivare a piedi in una sorta di grande hangar noleggiato per l’occasione e montato su un terreno di 3000 metri quadrati a 300 metri dalla “giungla”. Accanto all’hangar sorge una stazione di bus, con sala d’attesa solo per le partenze. Sono state preparate corsie diverse per maggiorenni, minorenni senza famiglia, donne incinte, malati, famiglie. Sessanta pullman partono lunedì, 45 martedì, 40 mercoledì. Il tutto sotto strettissima sorveglianza di polizia e gendarmi, con i veicoli che saranno dotati di geolocalizzatore così da poter sempre essere sotto controllo. L’insieme dei migranti verrà dislocato in 280 centri di accoglienza e orientamento (Cao) con capacità totale di 7500 posti, dalla Normandia al sud, passando per la regione di Parigi. Gli addetti proporranno l’alternativa fra due centri possibili in due diverse regioni, chi vorrà potrà chiedere di partire insieme. Intanto, i residenti dei comuni che dovranno accoglierli hanno protestato contro l’arrivo degli sfollati. È accaduto un po’ in tutto il paese, in particolare a Allex, Saint-Denis-de Cabanne, San Brevin. Molti migranti non vorrebbero rimanere in Francia. Alcuni sognano ancora l’approdo in Gran Bretagna. E fino all’ultimo trafficanti senza scrupolo hanno illuso quanti, in condizioni disperate, hanno cercano di raggiungere il Regno Unito, nascondendosi a bordo dei camion che attraversano il tunnel sotto la Manica.

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13 dicembre 2018

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