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Iniziative
a favore dei più piccoli

· Dedicato all’infanzia il terzo rapporto dell’episcopato francese su Chiesa e periferie ·

«La nostra presenza nelle periferie fa parte del cuore della nostra fede»: è quanto ha affermato, durante una conferenza stampa, monsignor Pascal Delannoy, vescovo di Saint-Denis e vicepresidente della Conferenza episcopale francese, in occasione della presentazione del terzo rapporto dal titolo «Chiesa in periferia», dedicato a «La Chiesa e l’infanzia». In Francia sono numerose e varie le esperienze che la comunità cattolica ha già in campo su tutto il territorio nazionale, spinta dalla sua attenzione ai più piccoli, ai bambini disabili, ai figli di detenuti, agli adolescenti i cui genitori si stanno separando. Per andare incontro alle tante situazioni di disagio, la Chiesa propone da diversi anni campi estivi, case di accoglienza diurna per bambini in contesto sociale fragile, attività sportive, percorsi per genitori soli o per famiglie in contesto rurale.

«È necessario spostarci nelle periferie per scoprire le iniziative poco conosciute o ignorate perché discrete e singolari», ha sottolineato il presule. Se per un verso le iniziative in campo «ci incoraggiano ad andare più lontano, poiché resta molto da fare», ciò che emerge è comunque che «i bambini — ha aggiunto monsignor Delannoy — non sono i dimenticati della Chiesa: sono accolti, ascoltati, accompagnati, perché diventino attori di pace e di fraternità».

Il terzo rapporto sulla presenza della Chiesa nelle periferie, condotto per iniziativa dei vescovi francesi, intende offrire uno spaccato sulla realtà, presentando i risultati di un sondaggio condotto dall’istituto Opinionway, su come i cittadini percepiscono l’azione della Chiesa cattolica riguardante i più piccoli, e passando in rassegna, nei diversi ambiti di impegno, le iniziative e le esperienze sul campo. «La Chiesa — ha spiegato al Sir Eléonore Quarré, dell’istituto Opinionway — è vista come avente un ruolo di insegnamento e trasmissione del risveglio spirituale, ma ha anche un ruolo sociale nei quartieri difficili e nel mondo rurale».

Il 51 per cento dei genitori francesi dichiara che i propri figli frequentano almeno una struttura della Chiesa. Nel 40 per cento dei casi si tratta di bambini che frequentano una scuola cattolica, nel 21 per cento un’associazione sportiva o ricreativa, nel 20 per cento la parrocchia. C’è poi chi usufruisce di strutture di aiuto ai compiti (8 per cento) o associazioni come Scout (il 5 per cento degli intervistati), Azione cattolica dell’infanzia e Movimento eucaristico dei giovani. Più alta la percentuale di coloro che sanno della presenza di queste strutture sul territorio (la scuola cattolica è conosciuta dal 79 per cento dei genitori, la parrocchia dal 76 per cento). 

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26 settembre 2018

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