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Iniziative concrete e solidali per Haiti

· L'appello del Papa rilanciato dal cardinale Bertone durante la messa nel primo anniversario del sisma ·

Il Papa esorta nuovamente la comunità internazionale «a promuovere e portare avanti ogni utile iniziativa per contribuire, in modo solidale e fraterno, alla piena rinascita» della «cara popolazione» di Haiti. Un appello di cui si è fatto voce il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, che nel pomeriggio di mercoledì 12 gennaio, nella basilica di Santa Maria Maggiore, ha presieduto la concelebrazione eucaristica in suffragio dell'arcivescovo di Port-au-Prince, monsignor Joseph Serge Miot, e delle duecentomila vittime del terremoto.

Il ricordo del primo anniversario del sisma che ha colpito l'isola caraibica è stato soprattutto l'occasione per manifestare vicinanza a tutti gli haitiani, in particolare a quelli che si trovano ad affrontare l'epidemia di colera diffusasi in maniera drammatica nelle ultime settimane. La risposta concreta ai bisogni della popolazione — ha rilevato infatti il cardinale — passa attraverso la solidarietà. Che non può limitarsi alla sola emergenza iniziale, ma deve diventare progetto stabile e concreto. «Proprio in questo spirito e con questo metodo — ha sottolineato — stanno lavorando, ad Haiti, tante persone e tante associazioni di volontariato, alle quali vanno il nostro apprezzamento e il nostro incoraggiamento».

La Chiesa — ha detto ancora il porporato — «rivolge al caro popolo haitiano anche una parola di conforto per i numerosi defunti: essi sono vivi in Dio e attendono dai congiunti e dai connazionali una testimonianza di coraggio e di speranza. Attendono di vedere rinascere la loro terra, che deve tornare a dotarsi di case e di chiese». Ed è nel ricordo delle vittime — ha auspicato — «che deve sorgere un rinnovato impegno di vita, aggrappandosi a ciò che non muore mai e che il tremendo terremoto non ha potuto distruggere: l'amore».

Rivolgendosi poi all'ambasciatore della Repubblica di Haiti presso la Santa Sede, Carl-Henri Guietau, il cardinale Bertone ha assicurato la partecipazione spirituale di Benedetto XVI, «nel cui animo — ha affermato — ha trovato eco profonda la sofferenza di tanti fratelli, e che ha mostrato in diverse occasioni la sua vicinanza al popolo haitiano, intervenendo anche con il sostegno concreto della sua carità». Proprio in queste ore, infatti, il cardinale Robert Sarah, presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum, è tra le popolazioni dell'isola per portare un messaggio di speranza e un aiuto concreto da parte del Papa.

Il segretario di Stato si è augurato che gli haitiani possano «attraversare questa tragedia compiendo un “esodo” dalla morte alla risurrezione» e ha invocato il sostegno della Madonna della consolazione, affinché «aiuti l'intera popolazione a conservare salda la fiducia in Dio e nella forza del bene, per portare avanti il quotidiano impegno di ricostruire non solo le strutture materiali, ma anche il tessuto sociale e, prima ancora, le basi della vita personale e comunitaria». Un auspicio, quello del cardinale Bertone, che è riecheggiato anche nelle intenzioni della preghiera dei fedeli. Sono state ricordate, in particolare, le vittime del sisma e quanti sono stati colpiti dalla recente epidemia di colera. Si è pregato anche per i giovani, le famiglie, gli anziani, i sacerdoti, i seminaristi, i religiosi e per la comunità internazionale, affinché «dalla sofferenza di intere popolazioni tragga prezioso insegnamento e ponga al primo posto la solidarietà, la giustizia e il rispetto che deve a ogni persona».

Al rito — diretto da monsignor Guillermo Javier Karcher — hanno partecipato, tra gli altri, i cardinali Giovanni Battista Re e Bernard Francis Law, l'arcivescovo Giuseppe Bertello, nunzio apostolico in Italia, monsignor Peter Bryan Wells, assessore della Segreteria di Stato, membri del corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, accompagnati da monsignor Fortunatus Nwachukwu, capo del Protocollo della Segreteria di Stato, altri diplomatici presenti a Roma, prelati della Curia romana, sacerdoti e parenti delle vittime. Ha eseguito i canti la Cappella Liberiana, diretta da monsignor Valentín Miserachs Grau.

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26 maggio 2019

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