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Iniziativa europea
per portare aiuti ad Aleppo

· ​Quasi trecentomila civili intrappolati nei quartieri orientali a causa dei combattimenti ·

Bambini siriani tra le macerie ad Aleppo (Ap)

«Di fronte alla tragedia di Aleppo, come Unione europea lanciamo un’iniziativa per consentire alle organizzazioni umanitarie di fare il loro lavoro e ai civili di essere salvati e protetti». Con queste parole, ieri, l’alto rappresentante europeo per la politica estera e di sicurezza comune, Federica Mogherini, ha deciso di dare avvio a un piano di azione per far fronte alla drammatica crisi che attanaglia la città siriana. L’operazione è costituita principalmente da due elementi: primo, si propone di facilitare l’urgente consegna dell’assistenza di base ai civili della parte orientale di Aleppo; secondo, in parallelo e simultaneamente, si propone di assicurare l’evacuazione delle persone ferite o malate. Allo stesso tempo — si legge in un comunicato — «lavoriamo instancabilmente per arrivare a una cessazione delle ostilità ed esortiamo tutte le parti in conflitto a sostenere e facilitare questa iniziativa». Un convoglio di aiuti alimentari e medici per un massimo di 130.000 persone è pronto a partire per Aleppo. «L’Unione europea chiede a tutte le parti di fornire urgentemente tutte le autorizzazioni necessarie per consegnare gli aiuti e procedere con le evacuazioni di carattere medico». Sul terreno, intanto, si continua a combattere. Ieri i governativi hanno lanciato un nuovo appello chiedendo ai ribelli di deporre le armi e abbandonare la città. Secondo le stime dell’Onu, sono 275.000 i civili bloccati nei quartieri orientali di Aleppo.

Uno degli aspetti più drammatici della battaglia in corso è la distruzione delle strutture sanitarie. «Il bombardamento degli ospedali è ormai routine, ci sono attacchi sistematici al personale e alle strutture mediche, sono stati bersagliati i convogli della Croce rossa e le ambulanze. Non si tratta più di episodi sporadici» ha dichiarato il direttore generale della Croce rossa internazionale Yves Daccord. 

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