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Inimmaginabile la sofferenza dei rohingya

· Secondo una delegazione delle Nazioni Unite ·

Mentre è ripresa la disperata fuga dei rohingya, la minoranza musulmana del Myanmar, verso il Bangladesh, una delegazione di esperti dell’Onu è potuta entrare nello stato del Rakhine, da dove sono scappate centinaia di migliaia di persone, per verificare le difficili condizioni di vita. Gli esperti hanno dichiarato che il livello della sofferenza è «inimmaginabile». 

Ragione principale è la carenza di viveri. Proprio per questo, in cammino o in attesa di passare il confine ci sarebbero altre 10.000 persone, soprattutto donne e bambini, mentre le Nazioni Unite — che definiscono i rohingya la minoranza etnica più perseguitata al mondo — hanno calcolato in oltre 507.000 i profughi che nelle ultime settimane di crisi hanno già attraversato la frontiera a causa delle ripetute violenze dei militari governativi. Secondo l’Onu — che ha senza mezzi termini parlato di «pulizia etnica» — e le organizzazioni in difesa dei diritti umani, i militari si sono resi responsabili di crimini contro l’umanità sui rohingya e hanno a più riprese commesso deportazioni forzate, persecuzioni, omicidi e stupri. Le autorità del Myanmar hanno sempre negato deliberate violenze contro i rohingya, ribadendo che i propri soldati stanno semplicemente combattendo contro «un gruppo di terroristi che attacca i civili e che ha ridotto in cenere più di 400 villaggi» dei musulmani nel Rakhine. A fine agosto le Nazioni Unite avevano definito quella della minoranza musulmana «la peggior crisi umanitaria del momento». Le condizioni in cui vivono queste persone in fuga sono drammatiche. I campi d’emergenza in Bangladesh sono al collasso e il rischio, ora, è che possa scoppiare da un momento all’altro un’epidemia di colera. L’Unhcr, l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, sostiene che circa il 60 per cento dei profughi sono bambini. Malattie e malnutrizione sono frequenti, ma l’esclusione dai servizi essenziali di chi è rimasto in Myanmar, e la povertà e la fame nei campi in Bangladesh, pongono i piccoli rohingya doppiamente a rischio.

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18 settembre 2019

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