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Iniezioni di azoto nel reattore di Fukushima

· Per scongiurare possibili esplosioni di idrogeno ·

Tokyo, 7. I tecnici della Tepco, la compagnia elettrica che gestisce la centrale nucleare giapponese di Fukushima, hanno iniettato oggi 200 metri cubi di azoto nella gabbia di contenimento del reattore numero 1, per prevenire possibili esplosioni di idrogeno. Lo ha reso noto il portavoce dell’Agenzia per la sicurezza nucleare e industriale, precisando che al momento non vi sono pericoli immediati. Un eventuale scoppio potrebbe infatti danneggiare seriamente il serbatoio di contenimento del reattore, causando perdita di grandi quantità di materiale radioattivo. Iniezioni analoghe, ha poi affermato il portavoce, verranno effettuate a breve nei reattori 2 e 3.

A conferma della riuscita dell’operazione, rilevano gli esperti, la pressione nel serbatoio di contenimento del reattore, che contiene il nucleo, è risalita. La Tepco ha reso noto che prevede di usare quasi 6.000 metri cubi di azoto, nell’arco dei prossimi sei giorni. A causa dell’apertura delle valvole dei filtri, la società elettrica ha avvisato i comuni vicini all’impianto della possibilità di aumento delle perdite di particelle radioattive, anche se dall’inizio delle operazioni non sono stati rilevati cambiamenti cospicui nei valori dell’aria. La Tepco ha anche riferito che andrà avanti lo scarico nell’oceano Pacifico dell’acqua a bassa radioattività, per consentire lo stoccaggio di quella con forte contaminazione: la maggior parte delle 11.500 tonnellate pianificate saranno rilasciate oggi, mentre la parte residua sabato.

Il Governo nipponico sta valutando l’ipotesi di concedere alle persone sgomberate dalle aree intorno alla centrale di Fukushima di tornare, sia pure brevemente, alle proprie abitazioni. Lo ha confermato durante una conferenza stampa il capo di gabinetto, Yukio Edano, in relazione alla sempre più pressante richiesta di poter rientrare per recuperare oggetti di valore e altri beni necessari. Edano, tuttavia, ha spiegato ai giornalisti che l’Esecutivo e gli esperti nucleari stanno attualmente studiando come garantire la massima sicurezza contro il rischio radiazioni.

Intanto sono state rilevate tracce, seppur lievi, di iodio 131 radioattivo sulle foglie di spinaci coltivate nella regione di Pechino e di Tianjin, in Cina. Lo riferiscono le autorità cinesi, che rassicurano sul livello di contaminazione: nessun rischio per la salute umana. Sul fronte diplomatico, invece, il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, si recherà questo mese in visita in Giappone. Clinton — informa l’agenzia di stampa nipponica Jiji Press — incontrerà i leader giapponesi per riaffermare il sostegno di Washington.

Dal punto di vista economico, la Banca centrale del Giappone (Boj) ha deciso oggi di lasciare i tassi d’interesse invariati a quota zero, lanciando un nuovo programma di prestiti a un anno allo 0,1 per cento per un totale di mille miliardi di yen (11,7 miliardi di dollari), destinati alle banche del nordest, la zona maggiormente distrutta dal terremoto dell’11 marzo scorso e dal conseguente tsunami. Secondo l’ultimo aggiornamento diffuso dalla polizia nazionale, il numero dei morti accertati è salito a 12.596. Conseguentemente, è sceso il computo dei dispersi, che comunque ammontano a 14.747. La prefettura più colpita resta quella di Miyagi, con 7.680 morti e 6.320 persone che ancora mancano all’appello. La Boj ha inoltre tagliato le stime economiche, avvertendo che l'incertezza è cresciuta e che è pronta ad allentare ulteriormente la sua politica monetaria per far fronte alla crisi nucleare e alle ripetute interruzioni di energia elettrica.

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