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Ingovernabilità australiana

· Alle elezioni politiche nessuna formazione politica ottiene la maggioranza dei seggi ·

Ci vorranno ancora alcuni giorni prima di conoscere il risultato definitivo delle elezioni federali di ieri in Australia. Nessuno dei due maggiori partiti è riuscito, infatti, a conquistare un numero di deputati sufficiente per assicurarsi la maggioranza in Parlamento, mentre 12 dei 150 seggi della Camera bassa rimangono ancora da assegnare, a causa dello scarto minimo tra i candidati, con conteggio dei voti inviati per posta e di quelli per delega che riprenderà martedì.

La Commissione elettorale di Canberra ha comunicato che al momento i laburisti, guidati da Bill Shorten, si sono aggiudicati 71 seggi, mentre alla coalizione liberale del premier uscente, Malcolm Turnbull, sono andati 67 seggi. Un seggio è stato conquistato dai Verdi e altri quattro sono stati assegnati a candidati indipendenti. Diventano, quindi, decisivi i voti per corrispondenza per i quali, appunto, sarà necessario attendere ancora qualche giorno, mentre il conteggio dei voti al Senato, eletto con il proporzionale, richiederà fino a cinque settimane, data la complessa assegnazione delle preferenze. Gli osservatori ritengono possibile la prospettiva di un cosiddetto hung Parliament, una situazione di stallo parlamentare e di ingovernabilità, dove uno dei due maggiori partiti sarà costretto a inedite alleanze con le formazioni minori o indipendenti per raggiungere la maggioranza parlamentare di settantasei seggi. La situazione, dunque, è di grande incertezza. L’unica via d’uscita per Turnbull — secondo quanto indicato dagli analisti politici — potrebbe essere un Governo di minoranza, un risultato che tuttavia il premier prima del voto aveva descritto come una «calamità nazionale». E dovrà inoltre trattare con un Senato “ingovernabile”, con un alto numero di verdi e di indipendenti, che renderanno difficile il passaggio di riforme già bloccate al Senato.

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15 novembre 2019

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