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Battaglia
ad Aleppo

· Voci di attacchi con gas tossici mentre peggiora la situazione umanitaria ·

Si fa di ora in ora più sanguinosa la battaglia nella parte sud-orientale di Aleppo. I governativi stanno cercando di respingere l’offensiva dei ribelli lanciata pochi giorni fa. Le notizie che arrivano sono drammatiche: oltre alle vittime tra civili, che si moltiplicano giorno dopo giorno, circolano voci sull’uso di gas tossici.

Una strada di Aleppo dopo i bombardamenti (Reuters)

Aleppo è campo di battaglia dal 2012, quando i ribelli presero il controllo del cinquanta per cento del suo territorio. La perdita della città sarebbe — secondo gli analisti strategici — un colpo durissimo per tutto il fronte dell’opposizione al presidente Assad.
Pochi giorni fa, nella notte del 31 luglio, i ribelli hanno lanciato una vasta operazione per rompere l’assedio dei governativi. Si stima che circa 300.000 civili siano intrappolati dai combattimenti. La situazione umanitaria è terribile, secondo le organizzazioni internazionali che operano nell’area. La zona orientale di Aleppo è stata colpita da pesanti bombardamenti: sono stati distrutti o danneggiati ospedali e scuole. Le agenzie umanitarie hanno comunicato che questi attacchi hanno causato numerose vittime, tra le quali donne e bambini.
La Croce rossa ha descritto lo scenario definendolo «devastante», mentre Medici senza frontiere ha denunciato che quattro ospedali della città sono stati bombardati durante l’ultima settimana. Il 29 luglio scorso il Cremlino aveva detto che avrebbe aperto dei corridoi umanitari per permettere ai civili di fuggire e costringere i soldati ribelli alla resa. Ma la proposta è stata considerata impraticabile dalle Nazioni Unite e solo poche decine di famiglie sono riuscite a lasciare il territorio assediato.
L’esercito siriano ha imposto l’assedio alla città, dopo aver occupato un’altura che domina la principale via d’accesso alla zona controllata dai ribelli. Centinaia di miliziani dell’opposizione stanno partecipando alla controffensiva lanciata nei giorni scorsi. Secondo i media locali, le forze governative sono state respinte in tutto il territorio a nord e a sud della città. I ribelli hanno anche incendiato migliaia di pneumatici prima che l’offensiva cominciasse, nel tentativo di limitare la visibilità agli aerei da guerra siriani che pattugliano la zona e lasciare così libertà di movimento alle milizie ribelli.

E come detto, ora circolano voci anche su possibili attacchi con gas tossici, come le bombe al cloro. Il Cremlino ha tuttavia smentito la notizia. Questa mattina il portavoce Dmitry Peskov l’ha definita falsa. «Non ho informazioni, e non abbiamo informazioni su come l’operazione stia procedendo» ha detto Peskov. «È molto difficile reagire a questo tipo di notizie, non è sempre chiaro su cosa si basino e quali sono le loro fonti».

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