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Inferno yemenita

· ​L’Onu chiede una tregua umanitaria per permettere la distribuzione di aiuti alla popolazione ·

Non si fermano le violenze nello Yemen: nelle ultime ventiquattro ore si sono registrati, secondo testimoni e funzionari locali, i «più violenti bombardamenti» sul sud del Paese dal 26 marzo, data di inizio dell’offensiva sciita. Almeno quaranta miliziani huthi sono stati uccisi dall’esplosione di un’autobomba nella provincia di Shabwah, nella parte meridionale del Paese: il veicolo è esploso nei pressi della caserma della polizia a Bejan.

E proprio nelle stesse ore dell’attacco a Bejan le Nazioni Unite hanno sollecitato una tregua umanitaria per consentire agli aiuti di raggiungere le zone più colpite dal conflitto. «La situazione si sta deteriorando di ora in ora» ha detto il coordinatore degli Affari umanitari delle Nazioni Unite in Yemen, Johannes Van Der Klaauw, nel corso di una conferenza stampa a Ginevra. A testimoniare il clima di altissima tensione che si riscontra in tutto il Paese, mentre proseguono i raid della coalizione internazionale a guida saudita, migliaia di persone hanno partecipato ieri a San’a a una manifestazione in sostegno dei ribelli. 

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15 novembre 2019

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