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Infanzia di un cardinale

· Carlo Maria Martini nei ricordi della sorella Maris ·

Uscirà nelle librerie il 28 agosto il libro "L’infanzia di un Cardinale", di Maris Martini Facchini (Àncora editrice, Milano, 2018, pp. 167, euro 16,50), sorella del compianto porporato arcivescovo di Milano morto il 31 agosto del 2012.
Pubblichiamo la postfazione, scritta dall’arcivescovo di Chieti-Vasto.

Carlo Maria Martini insieme con la sorella Maris

Che Maris Martini sia una persona decisa nelle sue convinzioni e sincera nelle sue affermazioni basta a provarlo l’incipit della dolcissima e appassionata memoria del fratello Carlo, da lei dedicata come dono e augurio al nuovo arcivescovo di Milano, Mario Delpini: citando il motto episcopale del cardinale, «Pro veritate adversa diligere et prospera formidando declinare», Maris non esita ad affermare: «Mi ha sempre contrariata il motto che mio fratello si era scelto da vescovo. Perché doveva prospettarsi, anche agli occhi altrui, una vita piena di cattivissime situazioni “adversa” (quasi da martirio) e non una vita aperta alla speranza di interventi dello Spirito Santo e della Provvidenza nel collaborare al quotidiano del divenire della creazione del mondo universo? E poi guardarsi intorno con aria di sospetto “formidando” quando si passa un periodo non dico buono, ma almeno di accettabile normalità di vita». Maris non ignora certo che quel motto suo fratello l’aveva preso dalla Regula pastoralis di Gregorio Magno (i, iii), riconoscendovi un programma di vita, sperimentato felicemente da un grande pastore come fu appunto Gregorio. Ma, con la chiaroveggenza dell’amore fraterno e la memoria di un evidente «lessico familiare», Maris vi legge in trasparenza una virtù di cui il fratello era ampiamente dotato, e non solo per la formazione gesuitica: «Ho capito solo da poco la santa furbizia e preveggenza di mio fratello Carlo. Il celarsi e minimizzare quando le cose terrene vanno bene stuzzica meno i cosiddetti nemici ed era poi particolarmente congeniale al suo carattere, che sapeva prendere le distanze dalle cose che si erano realizzate, quasi fossero capitate per caso sulla sua strada».

di Bruno Forte

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15 dicembre 2019

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